Chi ha inventato la macchina del caffè espresso?

prima macchina caffè espresso

La prima macchina per il caffè, riusciva a preparare fino a trecento tazze in un’ora.

La prima macchina per fare l’espresso fu costruita dal torinese Angelo Moriondo, che presentò un modello a vapore all’Esposizione Generale Italiana del 1884 a Torino.

Tale macchina costituiva per l’epoca una vera e propria rivoluzione: era composta da una grande caldaia verticale a forma di campana, alta quasi un metro, che conteneva 150 litri d’acqua. Il liquido veniva portato ad ebollizione da fiammelle di gas sottostanti, per poi, insieme al vapore, passare attraverso il caffè macinato contenuto nel filtro.

Essa era dotata di tutti i controlli fondamentali, come il livello dell’acqua, la pressione del vapore e la valvola di sicurezza. Ma la vera particolarità di questa invenzione, sta in un elemento che la incorona a tutti gli effetti come l’antenato legittimo della macchina da caffè espresso, stiamo parlando della maniglia portafiltro con innesto rapido.

Per questa sua invenzione Moriondo fu premiato con la Medaglia di primo grado.

Il 16 maggio dello stesso anno gli fu concesso il brevetto n. 33/256; l’invenzione fu denominata: Nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda, sistema ‘A. Moriondo’.

Negli anni successivi, l’imprenditore italiano continuò ad interessarsi alla sua macchina da caffè, apportando nuovi perfezionamenti e presentando ulteriori richieste di privativa industriale. Nel 1885 ottenne anche un brevetto in Francia.

Complici differenti obiettivi imprenditoriali, Angelo Moriondo non riuscì mai a sfruttare la sua invenzione (infatti non venne mai avviata una produzione su scala industriale). La macchina fu costruita solo in un numero limitato di esemplari, poiché venne utilizzata solamente negli esercizi pubblici di sua proprietà.

Nel 1901, il milanese Luigi Bezzera, brevettò alcuni miglioramenti alla macchina di Moriondo. Tra questi spicca l’introduzione della maniglia porta filtro singola, vale a dire la stessa soluzione che viene attuata oggi per l’estrazione di una tazza di caffè.

macchina caffè espresso la pavoni ideale

L’ideale era una macchina a vapore con sviluppo verticale e caldaia in ottone. L’acqua all’interno veniva riscaldata e mantenuta costantemente in pressione.

Nel 1902 il brevetto di Bezzera fu acquistato da Desiderio Pavoni, che successivamente, nel 1905, fondò a Milano la storica azienda La Pavoni. In questo piccolo laboratorio di via Parini, si avviò la produzione commerciale dell’Ideale, la prima macchina da caffè espresso.

Nel 1935, l’italo-ungherese Francesco Illy, deposita il brevetto di Illetta, la prima macchina da caffè con dosatura automatica dell’acqua. Mentre prima la pressione utilizzata era quella del vapore prodotto dall’acqua in ebollizione, ora con Illetta viene sfruttata separatamente l’aria compressa; in questo modo il caffè prodotto risulta più cremoso e senza sentori di bruciato. Tale invenzione è da considerarsi a tutti gli effetti il progenitore delle attuali macchine da caffè.


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Marcello Brunaldi

Marcello Brunaldi

Marcello è un Web Editor, autore del portale Nnhotempo.it. Si occupa di recensioni online, guide all’acquisto e test di prodotti. In passato ha svolto il ruolo di formatore e consulente in comunicazione e marketing digitale.

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