Macchina da caffè

Le migliori macchine da caffè del 2021

  • Mostra tutti
  • Ordina per prezzo
  • Ordina per punteggio
la più silenziosa 1 Lavazza A Modo Mio Jolie

Lavazza A Modo Mio Jolie

Indice Lavazza A Modo Mio Jolie recensione Nessuno come Lavazza sa che cosa realmente desiderano i veri amanti dell'espresso. Da questa conoscenza nasce Jolie: una piccola macchina a capsule che regala un grande caffè. Questo ...
8
74.99 
Read full review Scopri di più
Un classico italiano
La Lavazza a Modo Mio Jolie è una macchina espresso a capsule, piccola nelle dimensioni ed incredibilmente silenziosa. Apprezzabile il design, facile da manutenere, questo modello si esalta nel preparare un espresso a regola d'arte, come noi italiani desideriamo.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
9
Funzionalità
6
Manutenzione
8.5
PRO:
  • Design compatto
  • Semplice da usare
  • Manutenzione semplice
  • Silenziosa
  • Qualità del caffè
CONTRO:
  • Non eroga vapore
  • Cavo di alimentazione corto
  • Non ha l'erogazione automatica
2 Ufesa Ce7255

Ufesa Ce7255

Indice Ufesa Ce7255 opinioni e recensione Ci piace di tanto in tanto dover analizzare una macchina del caffè appartenente ad una marca differente, rispetto ai brand più noti, come De'Longhi o Bialetti. Questo è il caso della CE7255, il ...
8
119.99 
Read full review Scopri di più
Sbagliato sottovalutarla!
La Ufesa Ce7255 è una macchina del caffè automatica elegante e compatta che spicca per la sua struttura in acciaio inox e lo schermo tattile. Un eccellente caffè espresso può essere erogato indistintamente con cialda o polvere. Degno di nota il pannarello per schiumare il latte e il grande serbatoio dell'acqua.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
8.5
Funzionalità
8
Manutenzione
7
PRO:
  • Compatta
  • Schermo touch screen
  • Serbatoio
  • Estrazione
  • Pannarello
CONTRO:
  • Scaldatazze
  • Vassoio antigoccia
  • Rumorosa
  • Tempo di riscaldamento
3 Cecotec Cafelizzia 790 Steel Pro

Cecotec Cafelizzia 790 Steel Pro

Indice Cecotec Cafelizzia 790 Steel Pro recensione Il produttore spagnolo di elettrodomestici Cecotec è riuscito a ritagliarsi uno spazio anche tra i marchi di macchine del caffè più venduti in Italia. In poco più di 2 anni ...
8
100.99 
Read full review Scopri di più
All'altezza!
La Cecotec Cafelizzia 790 Steel Pro è una macchina del caffè automatica con dimensioni compatte, funzioni di base e un buon rapporto qualità-prezzo. In poco tempo raggiunge la corretta temperatura per erogare un ottimo caffè espresso. Eccellente anche la schiuma di latte che si può ottenere con il pannarello.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
8.5
Funzionalità
8
Manutenzione
7
PRO:
  • Pannarello
  • Pre-infusione automatica
  • Compattezza
  • Tempo di riscaldamento
CONTRO:
  • Scaldatazze
  • Manometro
  • Filtro
sotto i 200€ 4 De’Longhi Dedica EC685.M

De’Longhi Dedica EC685.M

Indice De'Longhi Dedica EC685.M opinioni e recensione La nostra redazione ha premiato la come la migliore macchina del caffè automatica sotto i 200€ del . Marcello Brunaldi ha testato uno dei modelli di punta di De'Longhi nella ...
9
153.99 
Read full review Scopri di più
Incredibile!
La De'Longhi Dedica EC685.M è una macchina automatica, elegante ed attraente, che occupa pochissimo spazio. Eccellente l'espresso che produce, questo modello è facile da usare e personalizzabile nelle sue funzionalità di base. Oltre alla polvere utilizza anche le cialde ESE. La decalcificazione è automatica, il pannarello integrato monta velocemente il latte, mentre la robusta struttura in metallo ne garantisce una lunga durata.
Design & Struttura
9.5
Estrazione
8.5
Funzionalità
9
Manutenzione
9
PRO:
  • Compattezza
  • Facile da usare
  • Pannarello
  • Manutenzione
  • Design e struttura
  • Personalizzazione
CONTRO:
  • Portafiltro
  • Espresso con cialde
  • Rumorosa
la più versatile 5 Bialetti Mokona

Bialetti Mokona

Indice Bialetti Mokona opinioni e recensione La macchina del caffè più versatile del , secondo la recensione di Marcello Brunaldi, è la . Bialetti, attraverso questo modello, ha dimostrato coraggio, portando tradizione ma anche tante ...
8.5
109.00 
Read full review Scopri di più
Da non crederci!
La multifunzionale Bialetti Mokona è un macchina versatile, che offre la flessibilità di preparare un eccellente espresso e cappuccino, sia con il caffè macinato che con le cialde e le capsule. Questo apparecchio dal design unico offre un grande serbatoio dell'acqua e un'ottima erogazione del vapore.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
9.5
Funzionalità
8.5
Manutenzione
7.5
PRO:
  • Design originale
  • Qualità dell'espresso
  • Serbatoio grande
  • Caldaia in alluminio
  • Potenza e pressione
  • Erogazione vapore
CONTRO:
  • Non ha l'erogazione automatica
  • Portafiltro difficoltoso da agganciare
6 Lavazza A Modo Mio Tiny

Lavazza A Modo Mio Tiny

Indice Lavazza A Modo Mio Tiny recensione Gli amanti del caffè espresso che sono alla ricerca di una macchina compatta e facile da usare saranno felici di conoscere la Lavazza A Modo Mio Tiny. Questa macchina del caffè a capsule è ...
8
72.99 
Read full review Scopri di più
Eccellente!
La Lavazza A Modo Mio Tiny è in grado di erogare uno dei migliori espresso in circolazione. Questa compatta macchina da caffè a capsule è semplice da utilizzare e manutenere. Si riscalda rapidamente e permette anche a chi non ha esperienza di fare un ottimo caffè.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
9
Funzionalità
6
Manutenzione
8.5
PRO:
  • Compatta
  • Facile da usare
  • Manutenzione semplice
  • Riscaldamento veloce
CONTRO:
  • Non eroga vapore
  • Cavo di alimentazione corto
  • Non ha l'erogazione automatica
  • Rumorosa
miglior montalatte 7 De’Longhi Nespresso Lattissima Touch

De’Longhi Nespresso Lattissima Touch

Indice De'Longhi Lattissima Touch opinioni e recensione Touch è l'ultima versione della fortunata serie di macchine Lattissima, una gamma che è stata lanciata nel 2007 e che da allora continua a vendere tantissimo. Come i suoi ...
9
237.43 
Read full review Scopri di più
Spettacolare!
La Lattissima Touch è a pieno titolo una delle migliori tra le macchine a capsule con caraffa montalatte, grazie alla sua semplicità e facilità d'utilizzo. All'altezza delle aspettative l'elegante design, abbinato all'usuale compattezza di Nespresso. La qualità delle bevande con schiuma di latte è superba. Molte delle funzionalità automatiche sono personalizzabili. Ottima la manutenzione e il pannello di controllo.
Design & Struttura
9.5
Estrazione
8
Funzionalità
9
Manutenzione
9.5
PRO:
  • Design
  • Compattezza
  • Manutenzione
  • Facile e veloce da usare
  • Montalatte automatico
  • Pannello di controllo Touch
  • Vassoio antigoccia a scomparsa
  • Ottimi cappuccini
CONTRO:
  • Gocciola dopo l'erogazione
  • Espresso poco cremoso
  • Temperatura del caffè
8 De’Longhi Magnifica S

De’Longhi Magnifica S

Indice La Serie Magnifica S De'Longhi Magnifica è la gamma DeLonghi di macchine da caffè espresso super automatiche entry-level. Come già visto con altri produttori, De'Longhi ha voluto complicare le cose creando distinti modelli ...
9
283.99 
Read full review Scopri di più
Inossidabile!
La De'Longhi Magnifica S è una macchina del caffè superautomatica essenziale e facile da usare. Tale modello permette di personalizzare tutte le fasi di estrazione del caffè, dalla temperatura fino all'intensità dell'espresso. Il pannarello è uno dei punti di forza, mentre il macinacaffè permette di impostare 13 livelli di macinatura. La semplice manutenzione è in gran parte automatizzata.
Design & Struttura
8.5
Estrazione
9
Funzionalità
9
Manutenzione
9.5
PRO:
  • Manutenzione
  • Facile da usare
  • Personalizzazione stile caffè
  • Pannarello
  • Filtro serbatoio
  • Erogatore regolabile
CONTRO:
  • Manca serbatoio per il latte
  • Manca un Display
Il più venduto 9 De’Longhi EC 201.CD.B

De’Longhi EC 201.CD.B

Indice De'Longhi EC 201.CD.B opinioni e recensione Scegliere di recensire una macchina del caffè come la EC 201.CD.B di De'Longhi è un elezione doverosa, considerando che è la macchina del caffè semiautomatica più venduta nel . Questa ...
7.9
79.99 
Read full review Scopri di più
Speciale!
La De'Longhi EC 201.CD.B è una macchina semi-professionale capace di erogare un ottimo espresso secondo la tradizione italiana. Questo apparecchio permette di creare degli eccellenti cappuccini grazie al pannarello incorporato. Compatta e facile da usare questa macchina permette di utilizzare indistintamente le cialde o il macinato.
Design & Struttura
7
Estrazione
8.5
Funzionalità
8.5
Manutenzione
7.5
PRO:
  • Compatta
  • Facile da usare
  • Pannarello
  • Doppio filtro
CONTRO:
  • Design
  • Rumorosa
sotto i 300€ 10 Philips Serie 2200 EP2220/10

Philips Serie 2200 EP2220/10

Indice Philips Serie 2200 EP2220/10 opinioni e recensione La EP2220/10 è uno delle macchine da caffè superautomatiche di Philips che più hanno suscitato interesse nel mercato italiano degli ultimi anni. Marcello Brunaldi ha voluto ...
8.8
299.90 
Read full review Scopri di più
Capolavoro!
La Philips Serie 2200 EP2220/10 è una macchina del caffè superautomatica capace di erogare diverse tipologie di caffè. Nonostante l'estrema facilità d'utilizzo, le impostazioni programmabili sono molteplici. Ottima è la funzione vapore con il pannarello integrato e il macinacaffè impostabile su 12 livelli. Bella sorpresa quella del serbatoio con il filtro anticalcare incluso.
Design & Struttura
8
Estrazione
8.5
Funzionalità
9
Manutenzione
9.5
PRO:
  • Manutenzione semplificata
  • Facile da usare
  • Caffè erogato rapidamente
  • Ampie impostazioni
  • Pannarello
  • Filtro serbatoio
  • Erogatore regolabile
CONTRO:
  • Materiali
  • Manca serbatoio per il latte
miglior design 11 Bialetti Opera

Bialetti Opera

Indice Bialetti Opera opinioni e recensione Dopo il grande successo della Moka, non poteva che essere l'italiana Bialetti una delle grandi protagoniste del mercato del caffè in capsule. L'affermazione dell'azienda avviene grazie al ...
7.9
Bellissima!
La macchina da caffè a capsule Bialetti Opera è un apparecchio dal design eccezionale. Compatta e robusta, è in grado di erogare rapidamente e alla pressione di un solo tasto un ottimo espresso all'italiana.
Design & Struttura
9
Estrazione
8
Funzionalità
6
Manutenzione
8.5
PRO:
  • Design e materiali
  • Compatta
  • Manutenzione
  • Facile da usare
  • Riscaldamento rapido
CONTRO:
  • Manca il contenitore raccogli capsule
  • Nessuna lancia vapore
  • Non ha l'erogazione automatica
qualità delle capsule 12 Illy Iperespresso X7.1

Illy Iperespresso X7.1

Indice Illy Iperespresso X7 opinioni e recensione Come potrete leggere dalla nostra analisi, la Illy X7 è una delle macchine da caffè a capsule più complete che si possano trovare oggi sul mercato. Ha tutto: design unico, funzioni ...
9
151.08 
Read full review Scopri di più
Magica!
La macchina a capsule X7.1 è stata progettata da Illy per offrire il meglio dell'espresso italiano. Particolare attenzione è stata posta nel design e nell'esperienza d'utilizzo. Da sottolineare alcune funzioni interessanti come l'erogazione vapore, il sistema di pulizia intelligente e la modalità di spegnimento automatico.
Design & Struttura
9
Estrazione
9
Funzionalità
9
Manutenzione
9
PRO:
  • Design e materiali
  • Erogazione vapore e acqua calda
  • Manutenzione
  • Facile da usare
  • Qualità delle capsule
  • Metodo di estrazione
CONTRO:
  • Manca il contenitore raccogli capsule
  • Lunghezza cavo
varietà di bevande 13 Nescafé Dolce Gusto Mini Me

Nescafé Dolce Gusto Mini Me

Indice La serie Nescafé Dolce Gusto Mini Me Godersi un espresso a casa, come al bar, è uno dei piaceri a cui gli italiani difficilmente vorrebbero rinunciare. Il problema è che non sempre abbiamo a disposizione il tempo e l'apparecchiatura ...
8.3
78.56 
Read full review Scopri di più
Top!
La Nescafe Dolce Gusto Mini Me è una macchina a capsule che può preparare un incredibile varietà di bevande in modo rapido e conveniente. La macchina è compatta e facile da manutenere. L'erogazione è automatica ma con lunghezza sempre regolabile, inoltre, è possibile scegliere tra un estrazione calda o fredda.
Design & Struttura
8
Estrazione
8
Funzionalità
8.5
Manutenzione
8.5
PRO:
  • Compatta
  • Facile da usare
  • Manutenzione semplice
  • Lunghezza bevanda personalizzabile
  • Riscaldamento rapido
  • Vasta scelta di bevande
CONTRO:
  • Manca il contenitore raccogli capsule
  • Nessuna funziona per il vapore
  • Cavo di alimentazione corto
  • Rumorosa
qualità prezzo 14 Caffitaly Nautilus

Caffitaly Nautilus

Indice Caffitaly Nautilus S11HS recensione Ci troviamo di fronte ad uno dei migliori modelli di macchina da caffè a capsule, che paradossalmente in Italia è meno conosciuto che all'estero. Stiamo parlando della , la migliore macchina a ...
9
189.00 
Read full review Scopri di più
Qualità sorprendente!
La Caffitaly Nautilus è una macchina da caffè a capsule dal design tutto italiano. Ottimo è il sistema di erogazione a doppia pressione e la funzione vapore, che permette di creare degli eccellenti cappuccini. Buona la capienza del serbatoio dell'acqua e del cassetto portacapsule.
Design & Struttura
9
Estrazione
9
Funzionalità
8.5
Manutenzione
9.5
PRO:
  • Design
  • Facile da usare
  • Manutenzione completa
  • Riscaldamento veloce
  • Sistema di Estrazione
  • Cassetto per le capsule esauste
  • Pannarello
CONTRO:
  • Non ha l'erogazione automatica
15 Lavazza Ep Mini

Lavazza Ep Mini

Indice Lavazza Ep Mini recensione Gli amanti dell'espresso italiano e gli affezionati del caffè Lavazza, conosceranno con tutta probabilità uno dei formati di capsule caffè più diffusi in Italia e all'estero. Stiamo parlando dello ...
7.6
93.70 
Read full review Scopri di più
Una certezza
La Lavazza Ep Mini è una piccola macchina a capsule dal bel design, che può erogare facilmente un eccellente espresso. Semplice e rapida la manutenzione, ottimo il sistema di riscaldamento dell'acqua.
Design & Struttura
7.5
Estrazione
8
Funzionalità
6
Manutenzione
9
PRO:
  • Compatta
  • Facile da usare
  • Manutenzione semplice
  • Riscaldamento veloce
  • Griglia regolabile
CONTRO:
  • Non eroga vapore
  • Cavo di alimentazione corto
  • Non ha l'erogazione automatica
la più compatta 16 Nespresso Inissia

Nespresso Inissia

La macchina del caffè a capsule più compatta del è in offerta sul nostro sito partner Amazon: Indice La serie Nespresso Inissia La macchina da caffè a capsule Nespresso Inissia viene prodotta in varie versioni dalla tedesca Krups e ...
8.3
64.00 
Read full review Scopri di più
Un classico!
La Nespresso Inissia è un dispositivo compatto e programmabile, veloce nel riscaldarsi ed erogare il caffè. Le capsule sono facili da introdurre e possono essere espulse automaticamente dopo averle utilizzate. La macchina prevede una semplice manutenzione e pulizia.
Design & Struttura
8
Estrazione
8.5
Funzionalità
7.5
Manutenzione
9
PRO:
  • Compatta
  • Facile da usare
  • Manutenzione semplice
  • Erogazione programmabile
  • Riscaldamento veloce
  • Caffè cremoso
CONTRO:
  • Non eroga vapore
  • Cavo di alimentazione corto
  • Rumorosa
Sotto i 100€ 17 Cecotec Power Espresso 20 Matic

Cecotec Power Espresso 20 Matic

Indice Power Espresso 20 Matic recensione In questo articolo Marcello Brunaldi ha esaminato attentamente le caratteristiche principali del modello Power Espresso 20 Matic. Scopriremo i vantaggi e gli svantaggi di possedere uno ...
8
79.90 
Read full review Scopri di più
Seducente
La Cecotec Power Espresso 20 Matic è una macchina espresso automatica, veloce e semplice da utilizzare. È dotata di un pannarello montalatte orientabile, 2 filtri (singolo e doppio) e 4 funzionalità di erogazione. Serbatoio di buona capienza, tecnologia thermoblock, scaldatazze, sistema di risparmio energetico e display LED completano un apparecchio economico ed essenziale.
Design & Struttura
8
Estrazione
8
Funzionalità
8
Manutenzione
8
PRO:
  • Pannarello con potenza regolabile
  • Filtro singolo e doppio inclusi
  • Pre-infusione automatica
  • Design elegante
CONTRO:
  • Scaldatazze
  • Rumorosa
  • Tempo di riscaldamento

Ho scritto questa guida alle migliori macchine del caffè, per permettere agli utenti meno esperti di trovare il modello più adatto alle proprie necessità e desideri.

I visitatori del blog troveranno consigli ed opinioni sui modelli più venduti, comprese le ultime uscite.

L'obiettivo di Nnhotempo.it è quello di proporsi come una delle migliori guide del web per il vasto mondo delle macchine espresso.

Ogni prodotto recensito viene inserito in una scheda, dove viene analizzato attentamente dai nostri esperti.

Nell nostra accurata selezione inseriamo solo i migliori modelli di macchina da caffè con le offerte più convenienti della rete.

Guida all’acquisto della macchina caffè migliore

(aggiornata in Settembre, 2021)

Indice

La nostra guida alle migliori macchine per fare il caffè

La nostra guida alla migliore macchina caffè espresso del 2021 svelerà tutti i segreti che ruotano intorno al mondo della bevanda più amata dagli italiani.

1 – Che cos’è una macchina da caffè?

La macchina del caffè è fondamentalmente uno strumento che permette di preparare una bevanda partendo dal caffè in polvere.

Generalmente all’estero, con il termine macchina del caffè, si intendono vari strumenti ed apparecchi che utilizzano diversi principi di estrazione (ad esempio la caffettiera a filtro, l’ibrik o la caffettiera a stantuffo). In Italia, invece, quando si parla di macchina per il caffè, si intende semplicemente la macchina per la preparazione del caffè espresso, la bevanda nazionale per antonomasia.

Le macchine da caffè sono disponibili in una grande varietà di configurazioni, dai modelli elettrici a quelli manuali con leva.

In questa guida tratteremo principalmente le macchine del caffè semi-professionali, vale a dire le migliori macchine da caffè espresso per uso domestico.

1.1 – Chi ha inventato la macchina del caffè espresso?

prima macchina caffè espresso

La prima macchina per il caffè, riusciva a preparare fino a trecento tazze in un’ora.

La prima macchina per fare l’espresso fu costruita dal torinese Angelo Moriondo, che presentò un modello a vapore all’Esposizione Generale Italiana del 1884 a Torino.

Tale macchina costituiva per l’epoca una vera e propria rivoluzione: era composta da una grande caldaia verticale a forma di campana, alta quasi un metro, che conteneva 150 litri d’acqua. Il liquido veniva portato ad ebollizione da fiammelle di gas sottostanti, per poi, insieme al vapore, passare attraverso il caffè macinato contenuto nel filtro.

Essa era dotata di tutti i controlli fondamentali, come il livello dell’acqua, la pressione del vapore e la valvola di sicurezza. Ma la vera particolarità di questa invenzione, sta in un elemento che la incorona a tutti gli effetti come l’antenato legittimo della macchina da caffè espresso, stiamo parlando della maniglia portafiltro con innesto rapido.

Per questa sua invenzione Moriondo fu premiato con la Medaglia di primo grado.

Il 16 maggio dello stesso anno gli fu concesso il brevetto n. 33/256; l’invenzione fu denominata: Nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda, sistema ‘A. Moriondo’.

Negli anni successivi, l’imprenditore italiano continuò ad interessarsi alla sua macchina da caffè, apportando nuovi perfezionamenti e presentando ulteriori richieste di privativa industriale. Nel 1885 ottenne anche un brevetto in Francia.

Complici differenti obiettivi imprenditoriali, Angelo Moriondo non riuscì mai a sfruttare la sua invenzione (infatti non venne mai avviata una produzione su scala industriale). La macchina fu costruita solo in un numero limitato di esemplari, poiché venne utilizzata solamente negli esercizi pubblici di sua proprietà.

Nel 1901, il milanese Luigi Bezzera, brevettò alcuni miglioramenti alla macchina di Moriondo. Tra questi spicca l’introduzione della maniglia porta filtro singola, vale a dire la stessa soluzione che viene attuata oggi per l’estrazione di una tazza di caffè.

macchina caffè espresso la pavoni ideale

L’ideale era una macchina a vapore con sviluppo verticale e caldaia in ottone. L’acqua all’interno veniva riscaldata e mantenuta costantemente in pressione.

Nel 1902 il brevetto di Bezzera fu acquistato da Desiderio Pavoni, che successivamente, nel 1905, fondò a Milano la storica azienda La Pavoni. In questo piccolo laboratorio di via Parini, si avviò la produzione commerciale dell’Ideale, la prima macchina da caffè espresso.

Nel 1935, l’italo-ungherese Francesco Illy, deposita il brevetto di Illetta, la prima macchina da caffè con dosatura automatica dell’acqua. Mentre prima la pressione utilizzata era quella del vapore prodotto dall’acqua in ebollizione, ora con Illetta viene sfruttata separatamente l’aria compressa; in questo modo il caffè prodotto risulta più cremoso e senza sentori di bruciato. Tale invenzione è da considerarsi a tutti gli effetti il progenitore delle attuali macchine da caffè.

1.2 – Macchina del caffè professionale o semiprofessionale?

scopriamo le differenze tra la macchina caffè professionale e la macchina caffè semiprofessionale

Chi è alla ricerca della macchina caffè espresso migliore da utilizzare in un esercizio commerciale, deve essere consapevole che una normale macchina da caffè domestica non può soddisfare tali esigenze. Chi invece desidera una macchina da caffè espresso per uso personale, in genere deve attenersi ad una macchina semiprofessionale.

Un eccezione potrebbe invece riguardare coloro che vivono in una casa molto grande e che a fronte di una capacità economica importante, vogliono divertirsi imparando la professione del barista con una macchina espresso professionale. Un’altra alternativa per quelle persone che rispondono a questo identikit è dato dalle macchine caffè prosumer.

Ma quali sono le differenze tra una macchina caffè semi professionale e una professionale?

Le macchine per caffè espresso commerciali sono molto grandi e costose; vanno collegate direttamente alla rete idrica (in modo che il serbatoio della macchina si riempi automaticamente) e richiedono uno scarico a pavimento nelle vicinanze. Per funzionare hanno bisogno di un circuito a 220 Volt. Le macchine per caffè professionali devono avere delle certificazioni che garantiscono affidabilità e resistenza, soprattutto nel caso di carichi di lavoro elevati e stressanti, come succede nei bar e nei ristoranti. L’obiettivo è quello di assicurarsi una macchina che possa produrre centinaia di bevande a base di caffè espresso ogni giorno, durando molti anni e senza rischi per la sicurezza e la salute.

Le macchine da caffè per la casa e l’ufficio non sono costruite secondo gli stessi standard. Una macchina da caffè espresso per uso domestico non ha bisogno di questo livello di qualità e robustezza, ecco perché non sorprende che il suo prezzo sia molto più basso. Le macchine semi professionali sono in grado di produrre decine di caffè al giorno. Questo ovviamente è sufficiente per l’utilizzo a casa o in ufficio, dove non si devono servire centinaia di persone in poche ore. In tali circostanze non si ha fretta di preparare il caffè. Al contrario, il rituale dell’espresso, tra un momento di pausa e la fine di un pasto, è un momento sacro, che merita il massimo piacere e relax.

Se avete un piccolo ristorante, hotel o bar, e il vostro volume è di poche decine di caffè al giorno, potete cavarvela con un qualsiasi elettrodomestico per fare l’espresso a casa (come uno tra quelli che abbiamo recensito in questa pagina).

Le macchine da caffè professionali possono essere disposte con gruppi di erogazione multipli. Ogni gruppo è un produttore di caffè indipendente, con un proprio portafiltro. Se una macchina per caffè espresso commerciale ha 2 o più gruppi, allora si possono fare più caffè contemporaneamente. Alcune macchine hanno 2 o più lance per il vapore, per preparare contemporaneamente il latte per il cappuccino.

La maggior parte delle macchine semi-professionali hanno telai in plastica di vari colori e forme, così da dare all’apparecchio un aspetto estetico piacevole e inserirlo nell’arredamento di una casa. Le macchine per caffè espresso commerciali, invece, hanno un corpo in acciaio molto pesante e voluminoso (quest’ultimo, oltre ad essere resistente, è anche più facile da pulire) che gli permette di resistere ai ritmi infernali dei bar italiani.

1.2.1 – Quali sono le macchine da caffè semiprofessionale?

Possiamo suddividere le macchine da caffè semiprofessionali in 6 tipologie:

Delle 6 categorie rappresentate abbiamo elencato solamente quelle macchine che permettono di estrarre un espresso tradizionale italiano. Qui non sono rappresentate le caffettiere elettriche o le macchine per il caffè americano, anche se comunque ne parleremo in questa guida.

In questa tabella abbiamo riassunto le caratteristiche e le differenze tra le varie tipologie:



Manuale


Cialde


Capsule


Semi-automatica


Automatica


Super-automatica
Dosatura e pressatura manuale non necessaria non necessaria manuale manuale automatica
Pressione esercitata manuale automatica automatica automatica automatica automatica
Modalità di erogazione manuale automatica o manuale automatica o manuale manuale automatica automatica
Macinacaffè integrato
Lancia vapore alcuni modelli alcuni modelli alcuni modelli alcuni modelli
Cialde alcuni modelli alcuni modelli
Capsule alcuni modelli alcuni modelli
Caffè in polvere alcuni modelli
Serbatoio latte alcuni modelli alcuni modelli alcuni modelli
Bevande caffè espresso espresso e caffè aromatizzati caffè, cappuccino, cioccolata, tè e tisane caffè espresso espresso, cappuccino e bevande a base di latte e caffè espresso, cappuccino e bevande a base di latte e caffè

1.3 – La macchina del caffè manuale

La macchina da caffè manuale, nota anche come macchina a pistone o a leva, è il metodo più tradizionale per fare l’espresso.

Il funzionamento della macchina da caffè manuale richiede una particolare precisione e concentrazione da parte dell’utilizzatore.

La particolarità di queste macchine è quella di non avere componenti elettroniche ed automatizzate; ciò significa che la sua usura è molto bassa, dato che la meccanica che la costituisce è generalmente frutto di un processo artigianale, mentre la scelta di materiali di altissima qualità, aiuta a mantenere le sue prestazioni costanti nel tempo. Pertanto chi cerca una macchina caffè senza capsule o senza cialde non può che essere affascinato da questo modello vintage.

Negli anni le macchine a leva sono cadute in disuso, poiché la nuova tecnologia ha reso il processo di estrazione del caffè un operazione più semplice e più efficiente dal punto di vista energetico.

L’elemento di grande fascino e riconoscibilità, che caratterizza le macchine da caffè manuali, è la lunga leva, che serve a fornire la pressione necessaria per pompare l’acqua nel filtro ed estrarre un espresso a regola d’arte.

Esistono principalmente 2 categorie di macchine da caffè a leva:

  • Macchina a pistone con molla:
    in questo apparecchio il movimento della leva viene supportato da una molla, la quale facilità il processo di estrazione, aumentando la potenza della pressione. Un aspetto negativo riguarda il tempo di estrazione, che non può essere controllato con la forza del braccio, poiché viene guidato prevalentemente dalla molla stessa. Questi modelli sono generalmente più costosi dato che hanno una complessità meccanica superiore. La macchina a leva con molla è indicata per i principianti, poiché si può arrivare a padroneggiarla con meno pratica e fatica.
  • Macchina a pistone senza molla:
    è la macchina per espresso dotata del meccanismo più stabile e semplice, dove la corretta pressione viene esercitata esclusivamente dalla forza del braccio. Questi modelli sono conosciuti anche come macchine ad estrazione diretta, poiché il controllo sul processo è totale. In questo caso, infatti, l’utente potrà gestire in piena autonomia il tempo di estrazione, determinando il corpo e l’intensità del caffè. L’unica nota negativa riguarda la difficoltà di utilizzo e il lungo tempo di apprendimento per conseguire una tecnica che dia buoni risultati.
Una particolarità della macchine manuali è l’acqua utilizzata, la quale è sempre pulita, poiché confluisce direttamente dalla caldaia in un solo verso, a differenza delle macchine automatiche che possono invece presentare residui di caffè esausto nel serbatoio. Come risultato, il condotto che attraversa l’acqua rimane pulito, senza intasamenti, mentre la qualità del caffè si mantiene costante tazzina dopo tazzina.

Tutte le macchine di questa tipologia sono dotate di una caldaia, un cilindro e un pistone.

Su Amazon è possibile trovare gli eccellenti modelli dell’italiana Pavoni:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 11/02/2021 22:35

Per quanto possa sembrare assurdo, una macchina da caffè manuale può essere associata alla struttura di un motore a scoppio. A conferma di ciò, l’ingegnoso Rulof Maker ha realizzato in questo video una versione di quella che possiamo definire una macchina da caffè a pistone, ricavata dal motore di una motocicletta:

Caffettiera a Leva • Fai da Te riciclando un Motore
1.3.1 – Come funzionano le macchine a leva con molla?

Quando accendiamo la macchina, la caldaia realizzerà un ciclo di preriscaldamento che può durare dai 15 ai 20 minuti.

L’acqua per l’estrazione ha una temperatura ideale quando si trova attorno ai 93°.
macchina caffè leva con molla

Una macchina del caffè a pistone con molla si riconosce dalla leva posizionata in alto.

La prima fase è quella che viene definita attacco: dopo aver inserito correttamente il portafiltro nella macchina, la leva viene abbassata lentamente, facendo muovere il pistone verso l’alto; questa azione genera un vuoto d’aria nella caldaia, liberando il passaggio dell’acqua all’interno del cilindro.

La seconda fase viene chiamata pre-infusione: l’acqua calda all’interno del cilindro entra in contatto con le polveri del caffè, esercitando una pressione contenuta (un valore compreso tra 0,9 e 1 bar); in questo frangente, è l’utente a decidere quanto tempo far durare la pre-infusione (in genere dai 5 ai 10 secondi). Quest’ultima termina quando la leva viene rilasciata verso l’alto.

Il terzo passaggio è l’erogazione vera e propria: quella fase in cui il caffè cola lentamente nella tazza, mentre la leva si solleva lentamente. Nelle macchine a leva senza molla, il tempo di erogazione può essere controllato dal movimento del braccio dell’operatore, mentre in quelle con molla, la leva si solleva gradualmente e in maniera autonoma.

La pressione del sistema di estrazione a leva non è mai costante, a differenza delle macchine automatiche che mantengono 9 bar per tutta la durata del processo. All’inizio dell’erogazione, la macchina manuale raggiunge un picco di 14 bar; subito dopo scende progressivamente, fino ai 6 bar, per poi entrare nel tempo finale di allungo, dove, in pochi secondi, precipita a 0 bar. È proprio in questa ultima fase che i baristi esperti evitano di sporcare l’espresso ottenuto con le ultime gocce di caffè esausto.

Esiste una regola (non scritta) riguardo il tempo corretto di estrazione, che può, o non, comprendere anche la fase di pre-infusione, la quale suggerisce 25 secondi per 25 ml di caffè (la dose di una tazzina). Questa è solo un’indicazione, poiché esistono variabili, come il tipo di macinatura (media, grossa, fine), la pressatura e la quantità di caffè in polvere che depositiamo all’interno del filtro (in gergo dosatura). Si aggiungono poi i gusti personali, che determinano la volontà di ottenere un espresso più o meno ristretto e corposo.
1.3.2 – Come funzionano le macchine a leva senza molla?
caffè con macchina manuale

La macchina a leva senza molla è quella più difficile da utilizzare, nonché la più amata dagli appassionati dell’espresso italiano.

Il funzionamento di questa macchina è molto simile alla tipologia con molla. La differenza sostanziale sta nella leva. Quest’ultima, infatti, si trova nella posizione opposta, cioè è completamente abbassata nella sua fase iniziale.

La pre-infusione si avvia alzando la leva, in questo modo l’acqua viene convogliata dalla caldaia all’interno del cilindro; il tutto per un tempo approssimativo che va dai 5 ai 10 secondi. Successivamente, applicando una forza costante ma non eccessiva, si va lentamente e con controllo ad abbassare la leva; il caffè inizierà così a gocciolare nella tazzina.

1.3.3 – Vantaggi e svantaggi della macchina da caffè manuale

I sostenitori della macchina caffè manuale affermano che, una volta perfezionata l’arte, questo apparecchio sia in grado di preparare il miglior espresso possibile, poiché, come abbiamo visto, si ha il pieno controllo su ogni singolo elemento che compone il processo di estrazione.

Gli oppositori trovano invece che questo metodo sia macchinoso ed estenuante. Essi sottolineano come il grande lavoro manuale necessario all’estrazione di una tazza di caffè, non dia risultati così evidenti da giustificarne la fatica e il tempo investito.

L’espresso che si ottiene con una macchina del caffè a leva ha 4 evidenti caratteristiche:

  • corposità:
    data dall’elevata percentuale di sostanze solubili del caffè disciolte in acqua;
  • cremosità:
    uno strato di crema densa e vellutata, grazie al picco di pressione di 14 bar;
  • aromaticità:
    gli aromi più fini e complessi si mantengono a lungo in tazza, grazie allo strato superficiale e protettivo della crema;
  • delicatezza:
    nessuna nota amara e sgradevole in tazza, poiché nella fase finale dell’estrazione, la pressione cala drasticamente, preservando così l’originaria essenza dell’espresso estratto;

Molti appassionati sottolineano, inoltre, che queste macchine hanno un aspetto unico ed elegante, che le rende esteticamente e comunicativamente accattivanti.

Possiamo riassumere i Pro e i Contro della macchina da caffè manuale in questo schema semplificato:

Pro

  • Controllo completo sul processo di estrazione del caffè
  • Design classico e stile inconfondibile
  • Longevità e resistenza
  • Qualità dell’espresso ai massimi livelli

Contro

  • Faticoso
  • Richiede tanta pratica
  • Per ottenere i migliori risultati va acquistata una macchina macina caffè

1.4 – Che cos’è la macchina caffè a cialde?

Se si desidera fare il caffè in modo rapido e semplice, le macchine a cialde sono un ottima soluzione.

Una macchina del caffè a cialde è fondamentalmente una macchina automatica che funziona esclusivamente con cialde monodose. Tutto quello che bisogna fare è introdurre la cialda nel portafiltro ed azionare la macchina.

Di seguito vi mostriamo alcune delle migliori macchine da caffè a cialde disponibili sul mercato:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 16/02/2021 21:51
Sul mercato esistono anche modelli che funzionano con il caffè macinato o in capsule, che sono compatibili con le cialde; in questo caso specifico parliamo di macchine semi-automatiche o automatiche, che hanno un portafiltro per cialde.

La standardizzazione introdotta con la macchina a cialde ha permesso di eliminare gli errori più comuni nella preparazione del caffè espresso, come la dosatura, la pressatura, la macinazione e la difficoltà di estrazione.

Attenzione: non tutte le macchine con cialde nascono per fare l’espresso; alcuni modelli possono anche preparare un caffè più lungo, come ad esempio è in grado di fare la macchina Senseo.

Una delle macchine per caffè a cialde più diffuse è il modello con certificazione ESE. Essa è contraddistinta da una camera di estrazione con un profilo geometrico che si adatta perfettamente alla forma della cialda. Tale accorgimento, insieme a parametri predefiniti come temperatura dell’acqua e pressione, permettono di estrarre il miglior espresso possibile.

Quando si sceglie una macchina da caffè con cialde è bene verificarne la compatibilità con le varie marche presenti sul mercato; infatti, è possibile trovare cialde di dimensioni differenti, le quali però non sono compatibili con tutte le macchine da caffè.

Esistono macchine del caffè con cialde universali?

La risposta è no! Non esistono macchine del caffè realizzate per funzionare con formati di cialde differenti. In alcuni casi è possibile utilizzare un adattatore che se inserito nel portafiltro permette di usare una cialda con diametro diverso. Quest’ultimo è solitamente incluso nelle macchine da caffè semi-automatiche o automatiche, oppure può essere acquistato separatamente da rivenditori di terze parti.

1.4.1 – Che cosa sono le cialde caffè ESE?

E.S.E. è l’acronimo di Easy Serve Espresso, il sistema più diffuso al mondo per il confezionamento del caffè in pratiche monodosi.

L’antenata della cialda ESE fu brevettata dall’italiana Illy nel 1974, ma solo nel 1996 il suo brevetto venne liberalizzato  con l’intenzione di diffondere un nuovo sistema industriale del caffè porzionato.

Due anni più tardi, nel 1998, grazie alla volontà di 7 soci rappresentanti delle più importanti imprese del settore, venne fondato il Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E.

Cialde ESE

Le cialde ESE vengono spesso confuse con le capsule. In realtà questi 2 formati monodose hanno in comune solamente il caffè in polvere contenuto all’interno.

L’obiettivo del Consorzio è quello di affermare E.S.E. come standard internazionale per la realizzazione di cialde e macchine espresso compatibili.

Questo è quello che viene definito un sistema aperto: vale a dire che il consumatore può scegliere le cialde e la macchine per caffè di prezzi e marche differenti, avendo sempre la garanzia di massima compatibilità.

Tutti i parametri coinvolti vengono periodicamente verificati al momento della concessione del certificato E.S.E, in modo tale da garantire una qualità costante e il rispetto dei marchi commerciali che ne hanno aderito.

Ad oggi il marchio ESE continua la sua azione di diffusione, grazie alla presenza in più di 100 paesi nel mondo.

Le cialde ESE contengono 7 grammi di caffè torrefatto, pressato e macinato fine, che viene avvolto da 2 strati sottili di carta filtro per alimenti. Il diametro deve rimanere in un range compreso tra i 43,5 e i 44,5 mm, mentre lo spessore va dai 9,1 ai 10,6 mm.

Le sue caratteristiche sono perfettamente studiate per adattarsi alla camera di estrazione delle macchine da caffè certificate ESE.

Le cialde ESE possono essere classificate in 4 categorie:

  • Ristretto
  • Espresso
  • Lungo
  • Extra Lungo

Una delle caratteristiche vincenti di questo formato (rispetto alle capsule) è l’ecosostenibilità, confermata anche dalla certificazione di compostabilità.

Quando si parla di cialde bisogna prendere in considerazione anche il costo: la comodità alla fine si paga, poiché rispetto all’acquisto del caffè in chicchi o macinato, vi è una spesa maggiore. È importante sottolineare anche che le cialde sono più economiche rispetto alle capsule.

Ecco alcune offerte delle migliori marche di cialde ESE:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 16/02/2021 21:20
Le cialde di caffè ESE non potranno mai avere lo stesso gusto di un espresso prodotto con caffè macinato fresco, poiché il caffè è già stato frantumato prima di essere impacchettato. Se si scelgono le cialde di caffè ESE è consigliabile acquistare solo quelle confezionate individualmente, così da preservarne la freschezza, altrimenti si rischia che il caffè perda il suo aroma originario.
1.4.2 – Le altre tipologie di caffè in cialde

Alle tradizionali cialde E.S.E. da 44 mm (di cui abbiamo parlato nel precedente capitolo), si vanno ad aggiungere altri 2 formati:

  • 38 mm:
    contiene 6 grammi di caffè, ideale per chi ama un espresso più leggero;
  • 55 mm:
    contiene 12 grammi di caffè, ideale per l’estrazione di 2 espresso;
Entrambe le cialde vengono avvolte con 2 strati di carta filtro, vale a dire il medesimo standard industriale utilizzato per produrre le cialde E.S.E. da 44 mm. Per tale motivo, alcune aziende denominano ESE le cialde da 38 e 55 mm; questa inesattezza crea una certa confusione nel consumatore, che spesso crede di poter usare cialde di dimensioni differenti, su macchine che alla fine si rivelano non essere compatibili.
1.4.2.1 – Le cialde Senseo

Meglio conosciute come cialde morbide, le Senseo sono un marchio registrato di Philips e Douwe Egberts nel 2001.

Queste grandi cialde da 70 mm contengono 7 grammi di caffè, proprio come le ESE da 44 mm. La differenza, oltre che nel diametro, sta nella macinatura più grossolana.

Le cialde Senseo funzionano solo con le macchine a sistema Senseo, come ad esempio il modello Philips 163084.

Attenzione perché questa tipologia di macchina non nasce per estrarre il classico espresso italiano, ma una bevanda più lunga, simile al caffè filtro. La bassa pressione di 2 bar e il sistema brevettato di produzione della schiuma, permettono di realizzare un caffè particolare, dal sapore e consistenza unico.

Oltre al tradizionale caffè, le cialde Senseo possono contenere aromi o latte in polvere, per ottenere bevande come il cioccolato, il cappuccino o il latte macchiato.

La macchina da caffè Senseo ha raggiunto un enorme successo negli ultimi anni, specialmente nei paesi del nord Europa, come Germania, Francia, Belgio e Olanda.
1.4.3 – Pro e contro delle cialde

Le cialde sono una delle alternative più amate dagli italiani per farsi un buon espresso in casa.

Esse ci rendono la vita più facile e conveniente, fornendoci la maggior parte dei vantaggi del caffè macinato.

Di seguito vi proponiamo una personale sintesi dei pro e contro di questo sistema monodose:

Pro

  • La confezione delle cialde preserva la freschezza
  • Sistema rapido e pulito
  • Prezzo basso
  • Cialde compostabili al 100%
  • Espresso di qualità costante
  • Nessuno spreco di caffè

Contro

  • Il caffè perde un poco di aromaticità rispetto al macinato fresco
  • Rifiuti aggiuntivi associati ai confezionamenti delle singole cialde
  • Varietà del caffè limitata

1.5 – Che cos’è la macchina da caffè a capsule?

La macchina per caffè a capsule è probabilmente il modello più venduto al mondo. La sua popolarità è dovuta al basso costo e alla semplicità con cui è possibile ottenere un espresso.

Storia delle capsule nespresso

L’idea di un sistema di caffè porzionato esisteva già dagli anni ’50, ma nessuno l’aveva mai realmente sviluppata e perseguita.

Questa macchina non è stata sviluppata recentemente, come molti potrebbero pensare, ma fu brevettata nel 1976 da Eric Favre, un ingegnere di Nestlé.

L’obiettivo di Favre era quello di portare il caffè espresso in tutte le case del mondo.

Egli ebbe un intuizione incredibile mentre si trovava a Roma, in un bar vicino al Pantheon. Questo esercizio aveva un numero spropositato di clienti, poiché l’espresso che veniva servito era particolarmente buono. L’unica differenza tra questo bar e gli altri, a parità di miscela e macchina, erano dei movimenti extra della leva, che veniva spostata su e giù dal barista prima di rilasciare il caffè. Il pompaggio ripetuto serviva per spingere più acqua e aria nel caffè macinato; in questo modo venivano estratti più aromi, regalando un espresso corposo e dalla crema densa.

Favre, prendendo quindi spunto da quello che aveva imparato, inventò il sistema Nespresso, una speciale macchinetta per caffè espresso, che utilizza una capsula sigillata. Tale formato rivoluzionario si distingue per la capacità di mantenere inalterata la freschezza del caffè appena macinato.

In realtà i primi prototipi erano macchine complicate, con grandi serbatoi, pompe e tubi. La macchina a capsule non fu pronta per essere commercializzata fino agli anni ’80, quando il primo paese a conoscerla fu, strano a dirlo, il Giappone nel 1986; a seguire l’Europa, con in testa Svizzera, Francia e Italia.

Ma il vero successo della prima macchina a capsule arrivò solo un decennio dopo, grazie all’inventore della Club community Nespresso, Jean Paul Gaillard. Con questa astuta operazione di marketing, l’ex amministratore delegato dell’azienda riuscì a vendere la macchina caffè Nespresso in tutto il mondo, trasformandola in un vero e proprio bene di lusso.

Alcune mosse che negli anni portarono al rapido successo di Nespresso furono: la riduzione delle dimensioni e del costo della macchina da caffè Nespresso, l’aumento del prezzo e della varietà delle capsule, l’apertura delle boutique monomarca nelle principali città del mondo e la vendita della licenza a importanti aziende come Philips, De Longhi e Krups, per la produzione di macchine caffè compatibili con il sistema capsule Nespresso.

A tutti questi fattori si aggiunge il Club, dove l’acquirente delle capsule entra a far parte consegnando i propri dati personali. Grazie a questo strategia, Nespresso ha raccolto un impressionante volume di dati sulle preferenze e le abitudini d’acquisto dei clienti, materiale prezioso che gli ha permesso di migliorare la promozione.

Esiste un modello di macchina caffè capsule universali?

La risposta è no! Ad oggi non esiste una macchina che permetta di utilizzare indistintamente qualsiasi tipo di capsula. Generalmente parliamo di sistemi chiusi e brevettati, che non permettono di essere facilmente replicati. Un eccezione per il mercato italiano può essere considerata la macchina del caffè prodotta da CREATE IKOHS, che permette di utilizzare 2 sistemi di capsule diversi, come Nespresso e Nescafé Dolce Gusto

Esistono macchine da caffè a capsule e cialde?

Si! Esistono alcuni modelli, come la cinese Hibrew, che grazie a degli adattatori permette di utilizzare la cialda E.S.E e alcuni standard di capsule, come Nescafé Dolce Gusto e Nespresso. Va ricordato che ogni macchina viene progettata con i parametri specifici richiesti dai produttori dei vari standard di capsule e cialde, pertanto, difficilmente una sola macchina ibrida è in grado di offrire un buon caffè per ognuno dei metodi di estrazione richiesti. Il nostro consiglio è quello di affidarsi esclusivamente a macchine originali e conformi, che supportano un solo standard di capsule o cialde.

1.5.1 – Come funziona la macchina da caffè a capsule?

Il funzionamento di una macchina caffè a capsule è automatico.

Il primo passaggio è quello di riempire il serbatoio con acqua, accendere la macchina per farla andare a temperatura e inserire la capsula nell’apposita fessura.

Dopo aver abbassato la leva del vano, la capsula viene forata con un ago. Successivamente l’acqua calda viene pompata con un’alta pressione attraverso la fenditura creata e raggiungendo il caffè macinato contenuto all’interno. L’espresso colerà poi nella tazzina dopo pochi secondi attraverso il beccuccio erogatore.

Il funzionamento descritto sopra può differire da macchina a macchina. Parametri come la pressione e la temperatura dell’acqua si aggirano rispettivamente attorno ai 15 bar e gli 83°-86°.

Come detto, il vantaggio di una macchina da caffè a capsule è quello di facilitare il compito dell’utente inesperto, che dovrà solamente premere un tasto, senza preoccuparsi della pressatura, del dosaggio, della pressione e del corretto tempo di estrazione.

Alcune macchine a capsule dispongono di un secondo serbatoio per il latte, che permette di realizzare in automatico, con la sola pressione di un tasto, delle bevande con caffè e latte schiumato caldo. Un esempio è il modello Nespresso Lattissima.

La migliore macchina caffè capsule si può acquistare su Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 16/02/2021 22:17
Spesso con l’acquisto di una di queste macchine è inclusa una selezione di capsule omaggio che permette all’utente di scoprire buona parte dell’intera gamma di caffè.
Uno dei più grandi vantaggi della macchina a capsule è la velocità con cui è possibile erogare un espresso. Generalmente questo tipo di macchine impiegano meno di 30 secondi per portare l’acqua del serbatoio a temperatura e possono erogare un espresso in circa 10 secondi. Ciò significa che in totale, considerando le operazioni di base, si può ottenere un espresso in meno di un minuto, contro i 10 minuti ad esempio delle macchine manuali o i 5 delle macchine semi-automatiche.
Tempo GuadagnatoTempo Guadagnato
1.5.2 – Che cosa sono le capsule caffè?
capsule caffè

Molto spesso capsule e cialde vengono erroneamente scambiate tra loro. In realtà si tratta di 2 monodosi distinte, con il medesimo obiettivo di semplificare l’estrazione dell’espresso.

La vendita di caffè in capsule ha visto una crescita esplosiva negli ultimi 2 decenni, tanto che oggi rappresenta circa un terzo del mercato.

Esistono varie tipologie: la più famosa è la capsula di Nespresso, l’azienda che per prima ha creato lo standard. Poiché il suo sistema non è più sotto brevetto, sempre più capsule di terze parti e ricaricabili possono essere acquistate online e nei negozi specializzati.

Una capsula contiene generalmente dai 5 ai 7 grammi di caffè, quantità pensata per l’estrazione di un singolo espresso.

Il vantaggio delle capsule sta nella giusta quantità di caffè macinato, dosato e pressato con costante precisione; pertanto, esiste un bassissimo margine di errore, che permette all’utente di bere ogni volta un espresso regolare.
Per quanto riguarda la sostenibilità, non sempre le capsule sono rispettose dell’ambiente. La maggior parte delle capsule sono fatte di plastica e altri materiali che richiedono diversi processi di riciclaggio. Inoltre, i residui di caffè che rimangono all’interno della capsula complicano decisamente il lavoro degli impianti di riciclaggio standard. Per tale motivo le capsule compostabili hanno raggiunto una grande popolarità sul mercato.
1.5.3 – Le varie tipologie di caffè in capsule

Sul mercato esistono diversi standard di capsule (indipendenti dalle marche) che funzionano solamente con le corrispettive macchine da caffè.

Alcuni modelli sono compatibili con più standard, come la macchina multicapsula POTTS di CREATE IKOHS che impiega Nespresso e Dolce Gusto. Questo piccolo elettrodomestico adotta anche il caffè macinato, per questo motivo va collocato nella categoria delle macchine da caffè automatiche.

Le capsule, oltre al caffè, possono contenere anche prodotti diversi, come cioccolata, tè, ginseng, cappuccino, orzo e tisane varie.

Prima di acquistare una macchina da caffè a capsule è importante conoscere le differenze tra le varie tipologie e i formati.

Anche se le macchine a capsule sono tra le più economiche, il costo del caffè in monodosi è maggiore, soprattutto se confrontato con quello delle cialde. Essendo quindi le capsule originali molto costose, il consumatore può optare per le capsule compatibili, che permettono di risparmiare denaro e ottenere una qualità analoga.

In questa tabella vediamo quali sono i principali sistemi certificati con le rispettive macchine da caffè e marche di capsule compatibili:

Sistema di capsule brevettato Produttori macchine da caffè compatibili Produttori di capsule compatibili

Nespresso
Krups, De'Longhi Nespresso, Illy, Starbucks, Caffè Cagliari, Lavazza, Borbone, Pellini, Kimbo, Gimoka, Caffè Vergnano, Bialetti, Lollo Caffè, Kimbo

Nespresso
Vertuo
Krups & De'Longhi Nespresso

Lavazza
a modo mio
Lavazza Lavazza, Caffè Cagliari, Borbone, Caffè Vergnano, Lollo Caffè

Espresso Point
Lavazza Lavazza, Borbone, Pellini, Kimbo, Lollo Caffè

Caffitaly
Caffitaly Caffè Cagliari, Gimoka, Lollo Caffè

Nescafé
Dolce Gusto
Krups & De'Longhi Nescafé, Lavazza, Starbucks, Caffè Vergnano, Borbone, Kimbo

Illy
Iperespresso
Illy Illy

Bialetti
Bialetti Bialetti
Da sottolineare come in questa tabella abbiamo inserito solo i produttori più importanti. Sul mercato infatti è possibile trovare tantissimi rivenditori e piccole torrefazioni che offrono capsule compatibili.
1.5.4 – Pro e contro delle capsule caffè

Le capsule offrono la possibilità di farsi un caffè ovunque e quando si desidera, grazie e soprattutto al piccolo ingombro delle macchine.

Anche se il caffè in capsule non si può confrontare con quello del bar, la rapidità e la facilità con cui si può fare a casa propria ne hanno decretato il successo. Elementi come il costo, l’assortimento limitato e la carenza di opzioni di personalizzazione non ne intaccano il giudizio globale, il quale rimane più che positivo.

Molti amanti del caffè pensavano di ottenere una qualità di basso livello con le capsule, ma si son dovuti ricredere di fronte ad un espresso dal corpo, qualità e carica aromatica estremamente interessanti.

Ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi del sistema a capsule secondo la nostra indagine:

Pro

  • Semplicità d’uso
  • Risparmio di tempo
  • Qualità del caffè costante
  • Freschezza garantita
  • Zero sprechi
  • Possibilità di erogare più tipologie di bevande

Contro

  • Costo
  • Non compostabile
  • Poca varietà

1.6 – Che cos’è la macchina da caffè semi-automatica?

Prima dell’avvento delle cialde e delle capsule, la semi-automatica era la tipologia di macchina più utilizzata per ottenere un buon espresso fatto in casa.

Conosciuta anche come macchina caffè macinato o macchina caffè polvere, vive un periodo di grande popolarità a partire dagli anni ’70, dove una rapida diffusione la porta ad entrare nelle case degli italiani che prima facevano il caffè con la moka o si limitavano a bere l’espresso al bar.

Questo tipo di macchina si prende cura degli aspetti essenziali per l’estrazione di un buon espresso, come la temperatura e la pressione dell’acqua, ma richiede che l’utilizzatore si occupi di dosare e pressare il caffè.

La parte automatica riguarda il pompaggio dell’acqua ad una pressione costante e alla corretta temperatura.

Il tempo di erogazione viene invece stabilito dall’utente che ha il pieno controllo sul flusso dell’acqua.

Le macchine da caffè semiautomatiche sono disponibili in varie forme e dimensioni, con funzionalità e parametri che cambiano da brand a brand:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 04/08/2021 0:28
Uno dei vantaggi delle macchine semi-automatiche è il largo e diffuso supporto delle cialde ESE. Se il portafiltro non è dotato di un cestello per ospitare le cialde, è possibile, in alcuni casi, acquistare un filtro compatibile o un adattatore.
1.6.1 – Come funziona una macchina del caffè semi-automatica?

Una macchina semiautomatica di base è dotata di una pompa elettrica, una caldaia e un serbatoio dell’acqua. Quando la macchinetta viene attivata, l’acqua viene prelevata dal serbatoio per essere riscaldata all’interno della caldaia. Una volta raggiunta la corretta temperatura l’acqua viene forzata all’interno del portafiltro (il quale contiene la giusta quantità di caffè macinato e pressato), grazie alla pompa.

La maggior parte delle macchine semi-automatiche sono dotate di una lancia a vapore per schiumare il latte o scaldare l’acqua.
1.6.2 – Pro e contro di una macchina semi-automatica

La macchinetta del caffè semi-automatica non è per tutti. Essa prevede una piccola curva di apprendimento.

Fino agli anni ’90 era la macchina ideale per i neofiti del caffè, oggi invece, visto il progresso dalle macchine automatiche, possiamo considerarla una tipologia di livello intermedio.

Vantaggi e svantaggi di una macchina semi-automatica si possono sintetizzare così:

Pro

  • Possibilità di crescere e affinare la propria tecnica di estrazione
  • Più facile da usare rispetto alle macchine manuali
  • Possibilità di utilizzare le cialde ESE
  • Grande varietà di scelta sulle miscele di caffè e tipo di macinazione

Contro

  • Tempo di preparazione del caffè più lungo rispetto alle macchine a capsule e super-automatiche
  • Controllo parziale sulle variabili di produzione
  • Manutenzione macchina caffè

1.7 – Che cos’è la macchina da caffè automatica?

Realisticamente le macchine per espresso automatiche sono molto simili a quelle semi-automatiche: si riempie il portafiltro di caffè macinato, lo si pressa manualmente e si preme un pulsante per erogare l’espresso.

La principale differenza riguarda il flusso dell’acqua, poiché la macchina automatica può utilizzare un timer interno per interrompere l’erogazione dopo un tempo fisso (di solito 25-30 secondi), oppure un contatore volumetrico che misura in maniera più precisa la quantità di caffè erogato. Questa funzionalità è comoda, perché permette all’utente di avviare la macchina e allontanarsi, sapendo che quando tornerà il suo espresso sarà lì ad aspettarlo. Questa è un ottima soluzione per i baristi inesperti e per coloro che non vogliono supervisionare l’uscita del caffè.

La migliore macchina caffè automatica permette anche di erogare il caffè manualmente, lasciando quindi all’utente la decisione finale sul sistema che intende adottare.

Alcune macchine automatiche dispongono di un secondo serbatoio per il latte, che permette di realizzare un cappuccino o un macchiato con la semplice pressione di un tasto. Tali modelli si avvicinano per caratteristiche alle macchine superautomatiche, le quali però mantengono un grado di automatismo maggiore, visto che non prevedono operazioni manuali come la macinatura, la dosatura e la pressatura.

Riuscire a mettere le mani sulla macchina caffè automatica migliore, non è affare complicato, basta dare un occhiata alla nostra selezione:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 03/03/2021 19:22
1.7.1 – Pro e contro di una macchina automatica

Per alcuni, l’automazione dell’erogazione non è un grande vantaggio, anche se poi, in termini di costo, non ci sono grandissime differenze con le macchine semi-automatiche. Abbiamo riassunto quindi alcuni pro e contro di questa tipologia di macchina:

Pro

  • Permette di ottenere un caffè di lunghezza costante (espresso o doppio)
  • Nessuna supervisione durante l’erogazione del caffè
  • Alcune macchine permettono di utilizzare sia le capsule che le cialde
  • Possibilità di erogare automaticamente più tipologie di bevande, come cappuccini o latti macchiati

Contro

  • Poco controllo sull’estrazione del caffè
  • Manutenzione

1.8 – Che cos’è la macchina da caffè superautomatica?

Le macchine superautomatiche sono un’invenzione moderna, che permette a chiunque di realizzare un caffè espresso o un cappuccino con la sola pressione di un tasto.

Progettata per essere completamente automatica, questa macchina accoglie direttamente i chicchi di caffè macinandoli all’istante. Per questo motivo è conosciuta anche come macchina caffè macina grani o macchina caffè in grani automatica.

La polvere di caffè ottenuta viene dosata e trasferita in un filtro e successivamente pressata; dopodiché, l’acqua a temperatura controllata viene pressurizzata attraverso il macinato.

È difficile battere una macchina superautomatica in termini di praticità e risparmio di tempo. Coloro che desiderano ottenere un caffè sempre uguale e di qualità costante, possono fare completamente affidamento su questo apparecchio.

Quasi la totalità di queste macchine dispone di un display touch screen che permette di selezionare rapidamente la bevanda desiderata.

Le migliori macchine superautomatiche permettono di settare alcuni parametri, come il grado di macinatura, il tempo o il volume di erogazione, il dosaggio del caffè, la pressione dell’acqua e la sua temperatura.

Alcune macchine permettono di utilizzare il caffè in polvere, oltre ai chicchi interi. Questa tipologia generalmente non accetta capsule o cialde, per questo è da considerarsi un macchina ecologica che contribuisce a produrre meno rifiuti.

Alcune macchinette permettono di erogare un tale numero di bevande, che potrebbero tranquillamente essere accostate alle grandi macchine automatiche che troviamo negli uffici o nei luoghi pubblici. Una simile varietà è resa possibile da un secondo serbatoio per il latte, che viene montato da una lancia a vapore o un pannarello interno, oppure direttamente in tazza.

Alcune superautomatiche supportano le funzionalità smart, come le app dedicate, che permettono di personalizzare e comandare la macchina direttamente da uno smartphone.

Molte macchine hanno anche una funzione di auto-accensione, in questo modo la macchina viene riscaldata in anticipo, per essere pronta, ad esempio, la mattina appena alzati.

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 04/03/2021 20:18
1.8.1 – Pro e contro di una macchina da caffè superautomatica

Le macchine superautomatiche si trovavano comunemente nei locali non specializzati in caffè, come alcuni negozi o ristoranti. Oggi questa tipologia si sta diffondendo anche a livello domestico, in un mercato sempre più esigente in termini di fruibilità e risparmio di tempo.

Abbiamo provato a raccogliere i pro e i contro che caratterizzano la scelta di questo elettrodomestico:

Pro

  • Caffè sempre regolare
  • Comoda e facile da utilizzare
  • Freschezza e qualità garantite dall’utilizzo dei chicchi interi di caffè
  • Facile manutenzione
  • Ecologica

Contro

  • Poco o nessun controllo sull’estrazione del caffè
  • Costosa

1.9 – Che cos’è la macchina da caffè Prosumer?

La Prosumer è una macchina per espresso che condivide caratteristiche e componenti con le macchine professionali più costose che troviamo negli esercizi commerciali. Questi apparecchi sono un pò come le auto sportive del caffè, grandi prestazioni e stile inconfondibile.

Questa tipologia, come suggerisce il nome, è una macchina per il caffè di grado professionale, progettata per i professionisti dell’espresso casalingo.

Insieme alle macchine manuali a leva, le Prosumer si contendono il mercato dei veri appassionati ed intenditori del caffè.

Prosumer è un termine inglese che nasce dalla combinazione delle 2 parole professional e consumer. Questa è attualmente un’espressione nuova e poco utilizzata in Italia. Probabilmente il termine non è mai stato tradotto per il mercato italiano, poiché oggi rappresenta ancora una nicchia molto piccola, mentre all’estero, specialmente nei paesi anglosassoni, si è guadagnata una discreta popolarità e una buona fetta di mercato.

Le Prosumer sono spesso dotate di caldaie doppie o a scambiatore di calore, per permettere l’estrazione in rapida sequenza di più caffè e l’erogazione simultanea del vapore per montare il latte.

Elemento contraddistintivo di questi apparecchi sono i manometri integrati, che monitorano la pressione dell’infusione e del vapore, regalando alla macchina un aspetto professionale e uno stile elegante. Alcune Prosumer sfoggiano persino display touch screen a colori e pannelli laterali luminosi.

Altrettanto indispensabili in questo genere di macchine sono i controllori PID, i quali assicurano la stabilità della temperatura.

Le macchine Prosumer prediligono le pompe rotative, che permettono un processo di estrazione molto più silenzioso e veloce rispetto alle pompe a vibrazione.

Proprio come le macchine commerciali, alcune Prosumer permettono di collegarsi alla rete idrica di casa.

Esiste una vasta gamma di macchine espresso prosumer con una miriade di caratteristiche interessanti. Per aiutarvi nella scelta, abbiamo elencato alcuni dei migliori modelli:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 29/03/2021 19:35

1.10 – Che cos’è la macchina da caffè americano?

La caffettiera a filtro, meglio conosciuta come macchina per il caffè americano, è un apparecchio per preparare il caffè filtro.

Questo metodo di preparazione del caffè è poco noto in Italia, ma molto popolare negli Stati Uniti e nell’Europa del nord.

Espresso e filtro sono in teoria lo stesso concetto. Le basi sono uguali: si versa acqua calda sul caffè macinato in modo da estrarre tutti gli aromi e i profumi.

La differenza chiave tra il filtro e l’espresso sta che, invece di essere spinta attraverso la pressione, l’acqua scorre attraverso la polvere di caffè con la sola azione della forza di gravità. Per questo motivo il processo di infusione richiede più tempo, così come è richiesto più macinato e acqua per poter estrarre un buon caffè filtro.

Diversamente dal caffè espresso il caffè filtro esprime meno acidità e accentua gli aromi più complessi del caffè. Questo lo rende una scelta popolare per i caffè di singola origine, poiché permette al bevitore di apprezzarne a pieno la qualità. Un buon caffè americano è pulito, chiaro e consistente, il che è possibile grazie ad una maggiore quantità d’acqua che assorbe gli oli e le fragranze del caffè, in un tempo lento e una pressione costante. Oltre all’acidità più bassa, questo gli dà anche una sensazione in bocca più morbida e delicata rispetto all’espresso.

Il tempo di infusione e macerazione di un caffè filtro è quello che fa emergere le sue complessità. Il processo inizia bagnando il caffè macinato e aspettando almeno 30 secondi. Questo permette il rilascio di anidride carbonica e facilita il flusso dell’acqua durante il processo stesso. Il resto del processo dura circa 1 minuto e mezzo o 2 minuti.

Nei dispositivi più comuni, il caffè macinato viene messo in un filtro di carta o di metallo all’interno di un imbuto. In un serbatoio a parte viene inserita l’acqua fredda che viene portata a bollore dall’elemento riscaldante.

Un componente importante della caffettiera è la valvola unidirezionale, che permette alle bolle d’aria, che si formano al raggiungimento di una temperatura tra i 93° e i 96°, di passare attraverso un sottile tubo ed evitare che risalgano verso il serbatoio.

L’acqua calda gocciolante raggiungerà l’imbuto, dove la polvere di caffè verrà bagnato in maniera uniforme e costante. Piano piano il caffè inizierà a colare all’interno della caffettiera di vetro o di ceramica posizionato sotto.

Le macchine da caffè americano sono estremamente affidabili poiché non c’è nessuna pompa meccanica e nessuna parte in movimento, tranne la parte mobile della valvola unidirezionale.

Alcune caffettiere a filtro possiedono diverse caratteristiche avanzate che danno maggiore controllo al proprio caffè.

Di seguito abbiamo raccolto una piccola lista delle migliori macchine per caffè americano:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/03/2021 14:33

1.11 – Che cos’è la macchina da caffè elettrica?

La macchina da caffè o caffettiera elettrica può essere considerata una vera e propria moka con base elettrificata.

Proprio come le classiche moke di alluminio o acciaio, le caffettiere elettriche sono composte da una caldaia dove viene inserita l’acqua, un filtro per il caffè in polvere e la parte superiore chiamata raccoglitore.

Le moke elettriche vengono prodotte in varie tipologie, possono infatti preparare dalle 2 alle 10 tazze di caffè a seconda delle dimensioni, o avere la base con elemento riscaldante estraibile o integrato nel dispositivo. Alcune macchine hanno un filtro extra per preparare il caffè d’orzo.

Rispetto ad una moka, tali dispositivi permettono di utilizzare delle funzionalità avanzate, come la programmazione con timer, il mantenimento in caldo del caffè e lo spegnimento automatico.

I modelli più costosi dispongono di un display digitale, con vari pulsanti per attivare rapidamente le funzioni principali.

Bialetti, De’Longhi, Beper e Ariete sono i marchi italiani più famosi per la produzione di questo piccolo elettrodomestico:

-24% Ariete 1358 Moka Aroma
37,99 50,00
-16% Beper Lucilla
41,90 49,90
Bialetti Elettrika
42,90
-22% De'Longhi Alicia PLUS EMKP 42.B
65,00 84,00
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/03/2021 20:31

1.12 – Che cos’è la macchina caffè da incasso?

Una macchina per il caffè da incasso è simile alle macchine caffè che si possono trovare in qualsiasi bar, con la differenza che le macchine da caffè ad incasso sono progettate per la casa.

Ad incasso significa che va inserita tra i mobili della cucina, pertanto si dovrà integrare in una linea di continuità con altri elettrodomestici, come il forno, la lavastoviglie e il frigo, ad esempio. In questo modo si hanno tutti gli apparecchi della cucina nello stesso gruppo di arredo, senza dover occupare lo spazio del piano di lavoro.

Un denominatore comune di tutte le marche di macchine da caffè ad incasso è che le parti che sono più utilizzate e usurate sono rimovibili, rendendo quindi più facile il lavaggio. Inoltre, hanno 2 serbatoi, uno per l’acqua e un altro per il caffè (che può essere in grani o in polvere).

Per quanto riguarda il latte, alcuni modelli permettono di utilizzare un qualsiasi contenitore a cui va inserito il piccolo tubo erogatore, in questo modo si utilizza sempre latte fresco al bisogno; altre macchine da caffè hanno invece un terzo serbatoio o una caraffa termica.

Praticamente tutti i modelli di macchine del caffè a incasso preparano diverse tipologie di bevanda, come il cappuccino, il caffè americano o il latte macchiato.

Tali macchine permettono di personalizzare alcuni parametri, come le dimensioni del caffè (piccolo, medio o lungo), l’intensità (morbido, medio e forte), il grado di macinatura, ecc.; in altre parole si comportano allo stesso modo delle macchine da caffè superautomatiche.

Le macchine caffè da incasso potete acquistarle sul sito del nostro partner Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 07/03/2021 9:24

1.13 – Che cos’è la macchina da caffè portatile?

Sei una persona che viaggia spesso per lavoro? Passi lunghe ore in riunione o in macchina? Ami le escursioni nella natura ma non vuoi rinunciare al piacere del caffè ovunque e in qualsiasi momento?

Se ti vedi riflesso in questo profilo, allora devi comprare una macchina del caffè portatile!

Questi speciali apparecchi, chiamati anche macchine caffè da viaggio o per auto, sono dispositivi portatili appositamente progettati per un utilizzo individuale, in qualsiasi situazione e luogo.

Diamo un’occhiata alle principali caffettiere portatili che si possono attualmente acquistare su Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 07/03/2021 9:40

Possiamo individuare principalmente 2 tipi di macchine da caffè portatili:

  • macchina cialde e macinato:
    ha un filtro estraibile che le permette di funzionare come una normale macchinetta per caffè, ma in formato mini.
  • caffettiera portatile a capsule:
    supportano generalmente lo standard Nespresso.

Questi dispositivi hanno una caratteristica forma cilindrica e una dimensione compatta che permette di inserirli facilmente all’interno di una borsa. In genere possono fare solo una tazza di caffè alla volta. Molti apparecchi includono anche un bicchiere termico.

Essendo progettate per essere utilizzate lontano da casa, queste macchine hanno un sistema a pressione (generalmente un pistone da premere manualmente) che non ha bisogno di elettricità per funzionare. Questo non è sempre vero, dato che alcuni modelli sono dotati di batteria ricaricabile che permette di erogare il caffè alla pressione di un tasto.

Una tipologia a parte può essere considerata anche la macchina da caffè per auto, che ha un connettore a 12 volt per collegarsi all’accendisigari.

Generalmente per poter erogare il caffè l’acqua calda deve essere aggiunta a parte dall’utente. Nelle macchine portatili dotate di batteria o collegabili ad una presa di corrente, invece, l’acqua viene riscaldata direttamente all’interno del serbatoio.

2 – Perché dovresti acquistare una macchina del caffè nel 2021?

i vantaggi del possedere una macchina del caffè

C’è qualcosa di meglio che godersi una calda e deliziosa tazza di caffè? Probabilmente no!

Dalle macchine da caffè base alle più complesse, l’acquisto di un apparecchio domestico dimostra che chi apprezza un buon espresso, è disposto ad investire tempo e denaro per farselo in casa.

Ma quindi perché dovremmo acquistare una macchina nuova, quando possiamo entrare in un bar e bere un eccellente tazzina (non sempre…) in meno di un minuto?

Possedere una macchina del caffè è straordinariamente conveniente e può avere alcuni benefici sorprendenti, a cui probabilmente non avete mai pensato.

Ecco quindi i 6 vantaggi di possedere una macchina del caffè secondo la redazione di Nnhotempo.it:

  1. Risparmio di denaro:
    non crediamo ci sia bisogno di dimostrare con formule o calcoli empirici che possedere una macchina del caffè sia più conveniente che acquistare ogni giorno un espresso al bar.
  2. Sperimentare nuovi sapori e combinazioni:
    ogni giorno si può bere un caffè distinto utilizzando miscele, cialde o capsule di qualità differente. Freddo, caldo o con latte, la creatività non conosce limiti quando si prepara un espresso con la propria macchina.
  3. Il profumo del caffè:
    quante volte avete sentito la frase, amo l’odore del caffè la mattina. Secondo uno studio coreano il profumo del caffè appena preparato aiuta ad alleviare lo stress, facendoci sentire più rilassati e distesi.
  4. Qualità del caffè:
    se un tempo la differenza dell’espresso che si poteva consumare in un bar e quello che si faceva in casa era piuttosto marcata, oggi questo divario si è praticamente azzerato. Ad oggi chiunque con una buona macchina domestica può ambire a realizzare un espresso degno della migliore caffetteria della città.
  5. Intrattenere gli ospiti:
    quando avete amici, famiglia o ospiti in casa, è probabile che alcuni di loro vorranno una tazza di caffè, soprattutto dopo un pranzo o una cena.
  6. Apprendere nuove tecniche:
    se non hai familiarità con il mondo del caffè, con un nuovo elettrodomestico dedicato puoi avere l’opportunità di apprendere nuove tecniche di estrazione, conoscere sapori e aromi delle miscele più esotiche e imparare i trucchi e i segreti di una migliore estrazione.
Utilizzare una macchina del caffè garantisce un consistente risparmio di tempo. A seconda della tipologia che scegliamo, questo vantaggio può essere più o meno marcato, specialmente nel caso in cui possediamo una macchina caffè programmabile. Difficile fare un confronto con l’espresso che prendiamo al bar, anche perché, seppur sia realistico pensare che ci sia un risparmio di tempo a preparare e consumare un caffè in casa, è anche vero che la manutenzione e la pulizia sono operazioni di cui bisogna incaricarsi. Prendendo quindi il modello più avanzato a livello tecnologico, vale a dire la macchina da caffè superautomatica, il risparmio di tempo, rispetto all’utilizzo di una tradizionale moka, si stima attorno ai 50 minuti per settimana (calcolato sulla base di un caffè giornaliero). Questa valutazione tiene conto del tempo necessario per caricare e pulire correttamente una moka classica da 3 tazze, vale a dire 8 minuti. Un tempo che aumenta sensibilmente nel caso in cui, invece di utilizzare la polvere di caffè confezionata, si decida di macinare separatamente i chicchi.
Tempo GuadagnatoTempo Guadagnato

2.1 – Macchina da caffè con cialde o capsule?

Oggi, godersi un buon espresso a casa come quello del bar, è diventato semplice come premere un pulsante, grazie alla vasta gamma di piccole, ma sempre più sofisticate macchine espresso.

Praticità delle macchine, qualità del caffè e rapidità nella preparazione, sono gli elementi che hanno conquistato gli amanti del caffè di tutto il mondo.

Per il consumatore medio è facile confondersi quando si deve scegliere tra una macchina per caffè a cialde o a capsule.

Entrambe le macchine sono perfette per la pausa caffè in ufficio o in qualsiasi momento della giornata quando si è a casa.

Sia le capsule che le cialde sono singole porzioni di caffè macinato, pressato e impacchettato. Queste dosi preconfezionate funzionano solo con dispositivi specifici, che sono diventati sempre più sofisticati in termini di design e funzionalità.

Piuttosto complicato è il tema che riguarda la stima sui costi da affrontare per comprare una delle 2 macchine e il corrispettivo caffè. Le cialde costano meno, vale a dire una media di 20-30 centesimi l’una, contro i 40-50 delle capsule. L’esito del confronto si ribalta, invece, quando si va ad analizzare il prezzo degli apparecchi, con le macchine a capsule nettamente più economiche (mediamente un 50% in meno).

Ma quindi dovendo scegliere uno dei 2 apparecchi quale preferire?

Ci vogliamo sbilanciare! Noi consigliamo le macchine che utilizzano le cialde, poiché hanno una quantità di caffè maggiore (7g contro i 5g di media delle capsule), sono più ecologiche e facilmente riciclabili. Se inoltre siete dei puristi e ricercate le caratteristiche del vero espresso italiano, è più facile che lo ritroviate in un caffè preparato con una di queste macchine.

2.2 – Macchina del caffè automatica o semi-automatica?

Entrambi i tipi di macchine per espresso possono produrre un caffè di alta qualità, pertanto la scelta migliore potrebbe dipendere dal proprio budget, dalle abitudini o dal tempo a disposizione.

A livello di costi in realtà non ci sono molte differenze tra le 2 tipologie: attenzione solo a non confondere le macchine automatiche con le superautomatiche, le quali presentano un prezzo di ben altra categoria.

Una macchina semi-automatica permette un maggior controllo e coinvolgimento nella preparazione dell’espresso. Al contrario, invece, una macchina del caffè automatica privilegia la comodità rispetto al controllo. Alcuni modelli vi permettono di preparare automaticamente bevande come il cappuccino o il latte macchiato, senza alcuna supervisione.

Le macchine automatiche sono quindi gli apparecchi ideali per chi ha un’agenda fitta di impegni e ha poco tempo per prepararsi il caffè a casa, mentre le semi automatiche sono la raccomandazione che diamo a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’espresso attraverso un approccio più professionale.

2.3 – Macchina da caffè in comodato d’uso

Le macchine in comodato d’uso sono un opzione valida per gli esercizi commerciali, ma non per i privati.

Una soluzione alternativa alla macchina in comodato d’uso è l’abbonamento: dove il cliente ottiene una macchina caffè omaggio, a fronte di un impegno a consumare il caffè dell’azienda produttrice per un periodo variabile, che può essere solitamente dai 6 ai 12 mesi. Di fatto l’accordo prevede una fornitura vincolata di caffè che permette al fornitore di rientrare dei costi sostenuti.

Tra i brand più conosciuti che offrono tale formula ci sono Lavazza e Illy.

Tale offerta è tipica della macchine a capsule, pertanto, se amate una particolare marca di caffè, è interessante valutarne la proposta, così da ottenere un considerevole risparmio sul lungo periodo.

3 – Come scegliere la migliore macchina da caffè nel 2021?

Come scegliere la macchina caffè

Come sanno bene gli amanti dell’espresso, non c’è niente di meglio che prepararsi una calda e fumante tazza di caffè nelle quattro mura di casa.

Di questi tempi le opzioni disponibili sono tantissime quando si tratta di scegliere macchine per fare il caffè espresso, e, a seconda di quello che state cercando, si può acquistare qualsiasi cosa, dalle professionali macchine del caffè manuali alle superautomatiche con funzionalità smart.

Le più semplici macchine del caffè domestiche consistono in un singolo interruttore on/off per farle funzionare. Gli apparecchi più lussuosi, al contrario, sono dotati di così tanti gadget high tech e funzioni avanzate, che ogni altro elettrodomestico della vostra cucina si sentirebbe obsoleto nei suoi confronti. Alcune di queste caratteristiche sono molto utili e possono rendere la vita di un bevitore di caffè più semplice, mentre altre possono essere tranquillamente trascurate (tranne che dagli utenti più esigenti).

Ma avete davvero bisogno di tutto questo? Forse volete un modello più tecnologico o il miglior affare possibile, o forse avete solo bisogno di alcune semplici caratteristiche. Qualunque sia il vostro caso, in questa guida all’acquisto pratico, troverete tutte le informazioni utili per orientarvi e capire che cosa davvero desiderate che faccia la vostra prossima macchina del caffè.

3.1 – Struttura e design

Una delle prime valutazioni che viene spontaneo fare, riguarda le dimensioni e la struttura della macchina del caffè.

Coloro che hanno una piccola cucina o un piano di lavoro limitato, valutano soluzioni alternative, come le macchine da incasso o le super compatte a capsule o cialde.

In fase di acquisto è importante valutare bene l’altezza, la larghezza, la profondità e il peso del modello. Quest’ultimo è un parametro da non sottovalutare, specialmente nei casi in cui è necessario spostare temporaneamente la macchina per pulire il piano di lavoro, o nelle circostanze in cui l’elettrodomestico deve essere spostato da una abitazione o da una stanza all’altra.

Chi sceglie una macchina caffè piccola non lo fa solo per una questione di spazio, ma anche per avere meno manutenzione da fare.

Anche se non influiscono sulla qualità del caffè erogato, i materiali che costituiscono la scocca esterna o il telaio della macchina sono importanti; non solo dal punto di vista estetico, ma anche da una prospettiva di solidità e durata nel tempo.

Sebbene l’industria moderna abbia giovato del continuo ed inarrestabile sviluppo tecnologico, la qualità generale e la resistenza delle macchine espresso è diminuita nel corso degli anni.

Un discorso a parte andrebbe fatto sui modelli artigianali, i quali prevedono particolari tecniche di costruzione che sono rimaste invariate nel tempo e che garantiscono maggiore qualità e durata rispetto alle macchine espresso industriali.

Acquistare una macchina in metallo pressofuso, come l’alluminio o l’acciaio inox, non è la stessa cosa che comprare un modello in plastica. Tali differenze incidono fortemente sul prezzo d’acquisto.

macchina caffè design

L’acciaio inox è il materiale da privilegiare per la struttura della vostra macchina del caffè.

L’acciaio viene utilizzato per la sua robustezza e resistenza alle corrosioni, oltre che per le caratteristiche di igiene richieste nell’industria alimentare e di trasformazione. Le leghe a basso tenore di carbonio, invece, sono più soggette a usura, ruggine o formazione di calcare. In particolare, all’interno di una macchina del caffè, i componenti metallici sono costantemente sottoposti a uno stress ossidativo, che contribuisce anche a un livello di durezza inadeguato dell’acqua in entrata.

Una macchina del caffè può essere un vero e proprio oggetto d’arredamento, oltre che in alcuni casi un pezzo da collezione, per questo motivo il tema del design è molto importante, poiché influenza notevolmente il prezzo finale.

Come redazione sconsigliamo all’utente inesperto di lasciarsi tentare dall’acquisto di una macchinetta per il caffè valutando solo l’aspetto estetico.

La macchina caffè vintage, ad esempio, è fondamentalmente un modello dallo stile retrò che va molto di moda negli ultimi anni, ma che in realtà non ha nulla delle funzionalità e componentistiche tipiche delle macchine dell’epoca.

Attenzione anche ad acquistare un macchina dal design essenziale e minimale, poiché alla fine potrebbe non soddisfare le aspettative in termine di funzionalità e capienza del serbatoio.

3.1.1 – Vassoio raccogligocce

Presente in tutte le macchine espresso, dalle versioni domestiche alle commerciali, i vassoi sono composti da una superficie forata, sulla quale appoggiamo le tazzine, e un vaschetta al livello inferiore, che raccoglie le gocce d’acqua e di caffè, che colano dal portafiltro o dalla lancia vapore.

Una macchina caffè economica viene fornita generalmente con un vassoio in plastica, mentre quelle di fascia alta hanno generalmente un vassoio d’acciaio. L’acciaio è resistente, igienico e facile da pulire, pertanto lo consigliamo.

La grandezza e la capienza del vassoio raccogligocce sono elementi da prendere in considerazione quando si valuta questo componente.

In alcune macchine da caffè il vassoio raccogligocce può essere regolata in altezza su vari livelli. Questo accorgimento è importante perché permette all’utente di utilizzare tazze o tazzine di formati diversi.

Un altro valore aggiunto è la facilità di rimozione e di smontaggio, cosa che ad esempio ci permette di lavare il vassoio comodamente in un lavandino o in alcuni casi nella lavastoviglie (a seconda delle indicazioni del produttore).

3.1.2 – Ripiano scaldatazze

Come molti sanno le tazze devono essere mantenute calde ed asciutte per conservare più a lungo la temperatura e le caratteristiche della crema dell’espresso. Per questo motivo le migliori macchine espresso hanno un ripiano scaldatazze con griglia in acciaio inox, collocato nella parte superiore della macchina.

Ripiano scaldatazze

Consigliamo di tenere le tazzine girate verso l’alto, in modo che i bordi non vadano a scaldarsi eccessivamente (le labbra potrebbero scottarsi durante la degustazione del caffè).

Suggeriamo di impilare non più di 2 tazze, in modo da garantire la temperatura ideale.

Alcune macchine consentono di attivare o disattivare la funzione scaldatazze tramite un interruttore, in questo caso, infatti, abbiamo una resistenza che riscalda il ripiano e lo mantiene ad una temperatura costante.

La maggior parte delle macchine domestiche, invece, permettono il mantenimento in caldo delle tazzine, grazie al calore emanato dalla caldaia sottostante, pertanto l’utente non potrà decidere autonomamente quando avviare questa funzione.

3.2 – Rifornimento dell’acqua

Esistono 2 modi per fornire l’acqua alla propria macchina del caffè: tramite un serbatoio (o vaschetta) o allacciamento alla rete idrica (tipico delle macchine professionali).

Come una sorta di terza opzione, ci sono alcune macchine che combinano entrambe le caratteristiche: questi modelli funzionano avendo un grande serbatoio d’acqua che può essere riempito manualmente o collegato ad una fonte d’acqua.

Nelle macchine espresso ad uso domestico il serbatoio è sicuramente la forma più comune e conveniente di approvvigionamento dell’acqua.

Normalmente tali serbatoi vengono realizzati in plastica trasparente e mediamente contengono tra l’uno e i 2 litri d’acqua.

Sono da preferire le macchine con vaschette estraibili, che oltre ad essere più comode per un facile riempimento, possono essere lavate sotto il rubinetto o in lavastoviglie (una buona pratica per evitare il deposito di calcare o altre impurità sul fondo del serbatoio).

3.3 – Riscaldamento dell’acqua

Per ottenere un buon espresso è fondamentale avere un buon sistema di riscaldamento dell’acqua, in grado di mantenere la corretta temperatura in fase di erogazione.

L’aumento o la diminuzione della temperatura dell’acqua utilizzata per la produzione del caffè ha un impatto significativo sul gusto finale dell’espresso. Ogni miscela infatti può avere una temperatura di estrazione ideale, che può essere individuato solo attraverso un percorso di prove e sperimentazione.

Le prime macchine per espresso utilizzavano delle caldaie in acciaio inossidabile riscaldate da una fiamma libera, poi, con il passare del tempo, si passò al calore elettrico.

Ad oggi esistono principalmente 5 tecnologie per riscaldare l’acqua dell’espresso:

Ognuna di esse ha dei vantaggi e degli svantaggi che andremo in seguito ad analizzare.

3.3.1 – Caldaia singola

La caldaia singola appartiene alla tipologia di macchine del caffè più classica e tradizionale.

Esse richiedono una cura supplementare durante il loro utilizzo. Quando si ha una sola caldaia, infatti, bisogna attendere che la temperatura passi dai 90° del gruppo di estrazione, ai circa 120° della lancia vapore; viceversa, il tempo di attesa sarà quello di raffreddamento quando eroghiamo prima il vapore e poi l’espresso.

Una macchina a caldaia singola è più rapida di un modello a doppia caldaia, quando deve raggiungere la temperatura per fare il primo caffè.

Alcuni sistemi prevedono un interruttore da azionare per passare dalla lancia vapore al gruppo erogatore. Dimenticarsi di farlo, può portare ad avere acqua troppo calda all’interno del modulo di infusione o troppo fredda per generare vapore.

Se si beve principalmente l’espresso e solo raramente si ha bisogno di montare il latte, la macchina con caldaia singola è una buona soluzione.

Sulla maggior parte delle macchine l’erogazione del vapore aumenta indirettamente la temperatura del gruppo di estrazione. Ciò significa che se per l’erogazione del primo espresso la temperatura è normalmente stabile, il secondo verosimilmente non lo sarà e con molta probabilità ciò andrà ad influire sul sapore finale dell’espresso.

In questa lista vi mostriamo alcuni dei migliori modelli a caldaia singola:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 11/03/2021 22:03
3.3.1.1 – Materiali e isolanti

La qualità delle macchine da caffè si valuta principalmente attraverso i materiali utilizzati per costruire le caldaie.

Sebbene il materiale utilizzato per l’isolamento possa variare, la sua funzione rimane sempre la stessa: aiutare le caldaie a trattenere il calore e consumare meno energia. Un altro vantaggio dell’isolamento della caldaia riguarda i componenti interni della macchina, i quali vengono protetti dal calore che viene emesso dalla stessa.

Difficile scegliere un materiale come il migliore in assoluto. Ognuno ha dei pro e dei contro, e spesso le caldaie presentano una combinazione di 2 o 3 materiali.

Vediamo insieme quali sono i più comuni:

  • Alluminio:
    questo materiale viene di solito usato nelle macchine che supportano il sistema Thermoblock, perché può trasferire rapidamente il calore all’acqua. Lo svantaggio dell’alluminio sono le fluttuazioni durante l’estrazione, che rendono difficile mantenere una temperatura accurata. Per migliorare la sua resistenza alla corrosione, alcuni produttori scelgono di rivestire le caldaie con uno strato di acciaio inossidabile. Questo viene fatto comunemente per sposare l’alta resistenza dell’acciaio con il rapido riscaldamento naturale dell’alluminio. Questo materiale si trova di solito nelle macchine da caffè espresso di prezzo inferiore e nelle superautomatiche.
  • Ottone:
    ha una migliore stabilità di temperatura rispetto all’alluminio e trasferisce il calore abbastanza velocemente, nonostante ci sia ancora una discreta fluttuazione della temperatura. Di solito è usato per le caldaie delle macchine da caffè di fascia media.
  • Rame:
    è un materiale eccezionale per la sua stabilità di temperatura, specialmente se usato per l’isolamento della caldaia. È utilizzato su molte macchine da caffè commerciali di fascia media e alta. Dal momento che l’acqua delle caldaie ha poco movimento e viene riscaldata più volte durante la giornata, il rame aiuta a contrastare la proliferazione di batteri e microbi, poiché ha proprietà antimicrobiche naturali. Uno degli svantaggi di questo materiale è che a distanza di tempo può rilasciare dei residui nell’acqua. Per ovviare a questo problema, la maggior parte delle macchine da espresso hanno un rivestimento interno in acciaio. Un altro handicap del rame riguarda l’accumulo del calcare.
  • Acciaio inox:
    si trova sia nelle caldaie delle macchine di bassa che di alta qualità. Le macchine di fascia bassa hanno caldaie più sottili e per questo la stabilità di temperatura è abbastanza scarsa. Le macchine di fascia alta, invece, hanno caldaie con pareti di acciaio più spesse, che godono di una temperatura costante, specialmente quando sono completamente isolate. L’acciaio inossidabile è meno suscettibile all’accumulo di calcare rispetto ad altri materiali e non rilascia alcuna sostanza nell’acqua.
3.3.2 – Doppia caldaia

Come suggerisce il nome, questa tipologia di macchina ha una caldaia dedicata per ogni funzione:

  • caldaia dell’infusione:
    impostata a una temperatura più bassa, intorno ai 90°, essa serve esclusivamente il gruppo erogatore per l’estrazione del caffè;
  • caldaia per il vapore:
    tiene una temperatura più alta, attorno ai 120°, ed è collegata direttamente alla lancia o all’ugello vaporizzatore;

Avendole separate, l’utente avrà il pieno controllo sull’importante temperatura di infusione, che dovrebbe essere sempre costante durante il tempo dell’estrazione.

Nonostante i sistemi a doppia caldaia offrano molti vantaggi, hanno anche dei lati negativi. Sono ad esempio più ingombranti rispetto alle altre macchine, inoltre, comportano una notevole complessità e pertanto un costo maggiore. Nondimeno, i tempi di riscaldamento dell’acqua sono piuttosto lunghi e dal punto di vista energetico le macchine che supportano questo sistema sono da considerarsi poco efficienti, dato che l’acqua viene tenuta costantemente in temperatura.

L’offerta sul mercato delle macchine a doppia caldaia è piuttosto limitato oggigiorno. Per i motivi sopraelencati, si privilegiano sistemi più economici come il Thermoblock e il Thermocoil. In questa lista abbiamo raccolto alcuni dei modelli più interessanti:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 12/03/2021 13:32
3.3.3 – Scambiatore di calore

I sistemi a scambiatore di calore sono stati sviluppati per superare i limiti delle caldaie singole. Non solo, questo sistema è anche un’ottima alternativa alla doppia caldaia, dato che permette contemporaneamente di estrarre il caffè e montare il latte con la lancia vapore.

Lo scambiatore di calore consiste in un tubo, generalmente di rame, inserito all’interno della caldaia.

Quando si deve estrarre un caffè, la pompa spinge l’acqua fredda dal serbatoio (nel caso di una macchina ad uso domestico) e la fa passare attraverso lo scambiatore di calore. Per i principi di termodinamica e idrodinamica, mentre l’acqua viaggia attraverso il tubo raggiunge una temperatura perfetta per l’estrazione dell’espresso.

Una delle principali funzioni dello scambiatore di calore è quella di mantenere il gruppo di erogazione ad una temperatura costante. Tutto ciò avviene quando la macchina è in standby: l’acqua calda esce dalla parte superiore della caldaia ed entra nel gruppo erogatore, per poi uscire e rientrare nello scambiatore dalla parte inferiore, quella più fredda. In questo modo si genera un ciclo costante di riscaldamento e raffreddamento dell’acqua.

Gli scambiatori di calore sono destinati ad avere fluttuazioni di temperatura durante l’intero processo di estrazione.

A differenza delle macchine a caldaia doppia, che hanno un’estrazione di temperatura lineare, gli scambiatori di calore hanno infatti un profilo termico decrescente. In realtà questo aspetto non è negativo, anzi, può essere considerato un fattore positivo.

Nei primi secondi dell’erogazione, l’alta temperatura permette di ricavare un ampio spettro di oli (questa è la parte che dà il sapore meno astringente).

Nella seconda fase, che avviene normalmente dopo 15 secondi, si aggiungono all’espresso corpo e volume (anziché aromi pregevoli). Da questo momento in poi, i colloidi dell’olio lipidico si esauriscono, aumentando la quantità di astringente che va coprire gli aromi più sottili del caffè.

Detto ciò, il profilo di temperatura decrescente degli scambiatori di calore, che porta meno acqua calda e meno energia nell’ultima parte dell’estrazione, è sicuramente un coefficiente positivo che permette di ottenere un espresso di grande qualità.

Se il caffè ha una tostatura più chiara o scegliete di utilizzare una quantità superiore ai canonici 7 grammi per la vostra estrazione, aumentare la temperatura e tenere un profilo lineare, potrebbe favorire un aumento dei colloidi e quindi avere una maggiore resistenza nel sopportare un’estrazione più lunga. Pertanto la scelta di una macchina del caffè con scambiatore di calore, piuttosto che una con sistema a caldaia, dipende dal tipo di caffè utilizzato e dalle proprie preferenze.

Lo scambiatore di calore si trova normalmente installato nelle macchine da caffè commerciali, anche se esistono alcune macchine semiprofessionali che lo supportano. In questa lista vi proponiamo alcuni elettrodomestici che lo adottano:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 11/03/2021 13:42
3.3.4 – Il sistema Thermoblock

thermoblock di una macchina del caffè

Il thermoblock è un congegno che permette di prelevare l’acqua dal serbatoio, riscaldandola al momento. Tale tecnologia è comunemente presente nelle macchine a cialde o a capsule, dove la compattezza e la facilità d’uso sono requisiti importanti.

Le macchine con thermoblock sono molto efficienti dal punto di vista energetico, in quanto riscaldano solo l’acqua necessaria all’estrazione. Il fatto di sostituire completamente un componente voluminoso come la caldaia, permette di ridurre facilmente i costi e i materiali impiegati.

Il thermoblock più semplice è composto da 2 lastre di metallo saldate insieme e sigillate da una guarnizione, dove all’interno vi è inciso un tracciato a spirale per far passare l’acqua. Altri thermoblock sono costituiti da una sezione di tubo a cui è attaccato un elemento riscaldante per tutta la sua lunghezza. I materiali comuni con cui viene realizzato sono l’alluminio, l’ottone e l’acciaio inossidabile.

Trovandosi spesso vicino al gruppo di erogazione, il thermoblock fornisce un riscaldamento indiretto al modulo di infusione.

Il vantaggio di un thermoblock è la rapidità che la macchina impiega per riscaldare l’acqua, mentre uno svantaggio riguarda la temperatura instabile che si ottiene durante l’estrazione del caffè. Per ovviare al problema i migliori modelli utilizzano un sistema misto, vale a dire una caldaia dedicata all’estrazione del caffè e un thermoblock destinato all’erogazione del solo vapore.
I thermoblock sono soggetti a perdite d’acqua: le crepe all’interno del blocco, infatti, sono piuttosto frequenti nei modelli datati, dove anche le incrostazioni possono intasare la macchina e rendere difficoltoso lo scorrimento dell’acqua.

Di seguito vi proponiamo alcuni esempi di popolari macchine da caffè che supportano il sistema thermoblock:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 11/03/2021 20:51
3.3.5 – Il sistema Thermocoil

thermocoil macchina del caffèParente stretto del thermoblock, il thermocoil è un sistema di riscaldamento che funziona con lo stesso principio.

In questo caso abbiamo un cilindro monoblocco, percorso internamente da una serpentina elettrica e parallelamente da un tubo a  spirale. Ogni secondo, le piccole quantità d’acqua che passano nel tubo vengono esposte in maniera uniforme all’elemento riscaldante.

A causa del movimento circolare, l’acqua assume una temperatura maggiormente costante rispetto al thermoblock.

Un vantaggio del sistema thermocoil è la sua grande resistenza e durata, poiché l’acqua circola in un tubo chiuso e di conseguenza i rischi di perdite e guasti sono ridotti al minimo.

Lo svantaggio principale del thermocoil è la sua complessità di realizzazione, che comporta un costo maggiore.

Proprio come il thermoblock, il thermocoil è soggetto ad incrostazioni da calcare. In tal caso bisogna adottare alcune strategie di decalcificazione della macchina. Un altro problema riguarda il meccanismo di riscaldamento, poiché il blocco si raffredda rapidamente dopo aver estratto il primo espresso; per questo motivo, quando utilizziamo una macchina con thermocoil, bisogna aspettare un pò di tempo prima di erogare un secondo caffè.

In un futuro, con l’avanzamento della tecnologia e la diminuzione dei costi di produzione, il thermocoil andrà a sostituire il più diffuso thermoblock. Al momento non sono tante le macchine da caffè che lo supportano:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 11/03/2021 13:35

3.4 – Controllo della temperatura

Il controllo della temperatura è essenziale nella preparazione dell’espresso.

Quando l’acqua è troppo calda, infatti, brucia il caffè, causando quella che viene chiamata in gergo sovraestrazione. Il risultato finale è un caffè molto amaro.

D’altra parte, quando l’acqua è troppo fredda, non estrae i chicchi di caffè a sufficienza e quindi al contrario si parla di sottoestrazione. Il risultato finale è un caffè debole e monotono.

Le varie miscele di caffè e i singola origine hanno dei procedimenti di estrazione ideali e specifici. Per esempio un caffè tostato scuro a bassa quota può richiedere 14g di caffè a 90 gradi, mentre un caffè tostato più leggero, ad alta quota, può 95 gradi per 18g di dose. Un paio di gradi in più e noterete grandi differenze nel gusto, che vanno dal troppo amaro, quando la temperatura è eccessivamente alta, o parecchio acido, quando quest’ultima è troppo bassa.

Con più controllo, sia in termini di flessibilità che di stabilità della temperatura, una macchina del caffè offre la capacità dinamica di offrire una vasta gamma di espresso.

L’esatto intervallo di temperatura varia a seconda della macchina da caffè: alcune permettono di impostarla, mentre altre hanno opzioni preimpostate.

Per fornire maggiore sicurezza nelle temperature di erogazione, i produttori hanno progettato diversi sistemi di riscaldamento (thermocoil, thermoblock e caldaia). Le macchine per espresso con questi sistemi di riscaldamento sono in genere dotate di termostati, pressostati o controllori più sofisticati come i PID.

Possono esistere variazioni di temperatura anche sullo stesso modello di macchina, poiché ci sono delle compensazioni di temperatura all’interno della caldaia e l’acqua che effettivamente esce dalla testa del gruppo. Inoltre, la calibrazione e la funzione dei singoli termostati e pressostati all’interno della caldaia, sono fattori che giocano un ruolo determinante nel mantenere una temperatura stabile.
3.4.1 – Termostato

I termostati meno costosi sono quelli che misurano la temperatura superficiale della caldaia. Questi si trovano tipicamente nelle macchine da caffè espresso a singola caldaia e sulla maggior parte delle macchine domestiche.

Le macchine espresso hanno solitamente 3 termostati: uno per la regolazione della temperatura del caffè, uno per la regolazione della temperatura del vapore e uno di sicurezza.

Un termostato meccanico spegne l’elemento riscaldante una volta superata la temperatura desiderata. Poi si riaccende quando la temperatura scende sotto al valore di riferimento. Questo si traduce in temperature non uniformi, che possono portare ad una qualità del caffè incostante. Per risolvere questo problema ci sono diversi metodi, anche se ciò significa imparare a cavalcare l’onda della temperatura. Ad esempio, alcune macchine richiedono di cronometrare con precisione il tempo di riscaldamento o di far scorrere l’acqua attraverso la testa del gruppo prima di erogare l’espresso.

Anche se la corrente elettrica viene interrotta quando viene raggiunta la temperatura massima sulla superficie della caldaia, la resistenza continua a riscaldare l’acqua, poiché non è in grado di raffreddarsi con la stessa velocità. I termostati, infatti, non possono essere regolati per cambiare la temperatura dell’acqua nella caldaia.
I termostati misurano la temperatura solo in un punto specifico della caldaia, l’acqua potrebbe essere infatti più fredda alle sue estremità. Quest’ultimi, come detto in precedenza, si accendono e si spengono ad ampi intervalli di tempo, pertanto le temperature tendono ad essere più inconsistenti ed instabili.
3.4.2 – Pressostato

Il pressostato può essere semplicemente descritto come un interruttore che accende e spegne l’elemento riscaldante. Generalmente lo troviamo installato nelle macchine da caffè con scambiatore di calore.

Questo dispositivo meccanico funziona grazie al vapore generato dal riscaldamento dell’acqua all’interno dalla caldaia, che spinge una membrana di gomma e apre un interruttore che disattiva la resistenza termica. Quando la macchina comincia a raffreddarsi (attraverso il processo naturale di radiazione) e la pressione sul diaframma di gomma non è più sufficiente per tenere aperto l’interruttore, quest’ultimo si chiude e l’elemento riscaldante viene nuovamente attivato.

Il pressostato quindi non regola direttamente la temperatura, ma agisce sulla pressione del vapore all’interno della caldaia. La pressione è direttamente collegata alla temperatura, quando aumenta all’interno della caldaia, anche la temperatura lo fa (e viceversa).

Il pressostato può essere regolato su valori di pressione differenti, a seconda del tipo di macchina. Esso generalmente può essere impostato in un intervallo di valori compresi tra 0,9 e 1,4 bar. Molto spesso questa non è una regolazione intuitiva da fare, poiché bisogna aprire la macchina dall’interno e regolare una vite o una rotellina girevole.

Se nelle macchine per caffè professionali troviamo spesso un indicatore della pressione in caldaia, raramente questo è presente nelle versioni semi-professionali. Alcuni modelli possiedono un display digitale o un manometro, il quale sovente è diviso in 2 quadranti per mostrare anche la pressione dell’acqua.

L’intero processo pone la macchina del caffè in un ciclo costante di riscaldamento e raffreddamento. I produttori di macchine per espresso sono ben consapevoli che questo processo provoca instabilità nella misurazione delle temperature.

Alcune soluzioni che vengono adottate per contrastare il problema, sono ad esempio l’aumento dei materiali in metallo di cui è costituita la testa del gruppo, allo scopo di aumentare l’inerzia termica dell’unità di infusione; oppure l’aggiunta di un flusso d’acqua supplementare, per permettere all’acqua di essere mescolata in un rapporto controllato, che aiuta a mantenere una temperatura ideale per l’estrazione dell’espresso.

Queste tecnologie hanno vari livelli di successo nella stabilità della temperatura ma sono, indiscutibilmente, necessarie per le macchine che utilizzano i pressostati.

3.4.3 – PID
macchina caffè PID

L’obiettivo di un PID è quello di creare una temperatura costante e stabile, per migliorare la qualità del caffè. Sebbene questa non sia un opzione interessante per la maggior parte delle persone, agli appassionati piace sperimentare estrazioni diverse abbinando distinte temperature a differenti miscele.

PID è l’acronimo di Proporzionale-Integrale-Derivativo, un sistema privo di parti meccaniche che viene utilizzato in una vasta gamma di applicazioni industriali. In parole povere si tratta di un meccanismo che utilizza complessi algoritmi matematici per controllare l’elemento riscaldante della caldaia di una macchina del caffè.

Il PID sostituisce completamente la funzione del pressostato meccanico. Invece di accendere e spegnere il riscaldamento della caldaia quando la temperatura scende al di sopra o al di sotto di un valore di riferimento, i controllori PID monitorano continuamente la temperatura dell’acqua, così da mantenerla il più possibile vicino a quella ottimale.

Il PID  aumenterà la temperatura della caldaia nel modo più efficiente e veloce possibile, utilizzando incrementi misurati.

Questo regolatore è in grado di mantenere la temperatura impostata con un valore costante anche durante il tempo di inattività della macchina, producendo un’eccellente stabilità della temperatura.

Il PID è composto fondamentalmente da 3 elementi: sonda di temperatura, scheda PID e relè SSR. A volte possono verificarsi dei guasti che portano ad avere una manutenzione alquanto onerosa e complessa.

Il sistema PID risolve l’annoso problema del riscaldamento e raffreddamento ciclico che affligge le macchine dotate di pressostato o termostato.

I regolatori PID sono di solito visibili sulla macchina attraverso un display e dei pulsanti di controllo che permettono di variare a piacimento la temperatura. Alcune macchine, invece, hanno PID interni che non hanno un’interfaccia. In questi casi, l’utente non è in grado di controllare la temperatura manualmente, ma il controller PID la mantiene comunque stabile e ad un livello prestabilito.

Le regolazioni del PID possono aiutare il barista a sperimentare diversi tipi di estrazione ed ottenere profili aromatici più complessi; particolarmente indicati per queste prove sono i caffè d’altura.

In questa lista abbiamo raccolto le offerte di alcuni modelli che supportano il PID:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 20/03/2021 19:26
È possibile installare un controller PID nella maggior parte delle macchine da caffè espresso domestiche; l’operazione, tuttavia, non è affatto facile. Eseguire un’installazione di questi dispositivi significa dover ricablare la macchina, cercare il termostato, scollegarlo e installare il controller PID. Oltre a ciò bisogna saper programmare il PID, dato che questo dispositivo viene usato per una vasta gamma di applicazioni. Per rendere il processo più facile, alcuni venditori offrono kit pre-programmati, specifici per macchine da caffè espresso. In ogni caso, l’installazione di un controller PID invaliderà la garanzia.

3.5 – Sistema di pressione

Per dare all’acqua la forza di penetrare un filtro di caffè finemente macinato, le macchine da caffè hanno bisogno di una forte pressione. Parliamo di un numero maggiore o uguale agli 8 bar, per essere esatti.

Le prime macchine per espresso utilizzavano dei pistoni azionati da grandi leve. I baristi dovevano tirare manualmente queste leve per creare la pressione necessaria a spingere l’acqua attraverso la polvere di caffè.

Le moderne macchine per espresso hanno abbandonato il funzionamento manuale per le pompe elettriche.

3.5.1 – Tipologia di pompa

Nelle macchine da caffè domestiche contiamo principalmente 2 categorie di pompe elettriche:

  • la pompa vibratoria:
    si tratta di un piccolo pistone attaccato ad un magnete, che si trova all’interno di una bobina di metallo. La corrente elettrica scorre attraverso la bobina azionando rapidamente il magnete che si muove insieme al pistone avanti e indietro. Questa vibrazione spinge l’acqua attraverso la caldaia e il gruppo erogatore. La pompa arriva a generare mediamente 60 vibrazioni al secondo.
  • la pompa rotativa a palette:
    un complesso meccanismo dove un motore fa girare un disco a cui sono collegate delle palette, che formano varie sezioni all’interno di un grande cilindro; l’acqua entra da un canale di ingresso mentre il disco gira e le palette premono contro la parete del cilindro, creando così la pressione necessaria per spingere fuori l’acqua quando la sezione si restringe. Nelle macchine da caffè domestiche la pompa è interna, mentre nei modelli da bar è esterna.

A seconda della macchina del caffè, la pressione può essere regolata dall’esterno aggiustando una vite (basta un normale cacciavite a testa piatta) o dall’interno (potrebbe essere necessario smontare la macchina). Purtroppo molti produttori non includono queste informazioni nei manuali d’uso.

I modelli con pompe di vibrazione hanno di solito una OPV (valvola di sovrapressione) che limita la pressione di uscita dell’acqua e permette una correzione dei valori. Le pompe a vibrazione, infatti, per loro natura generano pressioni attorno ai 15 bar.

Le macchine con pompa rotativa, invece, hanno valori di pressione facilmente regolabili, poiché presentano una vite da stringere o da allentare con un cacciavite; anch’esse possono avere una OPV, che però svolge la funzione di valvola di sicurezza per la caldaia e non può essere usata per controllare la pressione dell’infusione.

3.5.2 – Quale pompa scegliere e perché?

Comprendere ed avvalorare il funzionamento delle pompe elettriche può aiutare l’utente a riconoscere il miglior modello di macchina espresso per le proprie necessità.

Alcuni utenti sostengono fortemente l’utilizzo delle pompe a vibrazione, poiché la pressione dell’infusione è più lenta e quindi ideale per estrarre un ampio spettro di profumi ed aromi.

Le pompe rotative, dal canto loro, sono silenziose, robuste, e nella maggior parte dei casi collegabili direttamente alla rete idrica (ideali quindi per chi ha una attività commerciale).

Le macchine a pompa vibratoria sono più economiche ma anche meno resistenti.

Una macchina con pompa a vibrazione impiega più tempo per accumulare la pressione necessaria all’estrazione del caffè, mentre un modello a pompa rotativa raggiunge quasi immediatamente gli 8 bar.

Durante l’estrazione una macchina con pompa rotativa è in grado di mantenere una pressione sempre costante, al contrario di quella esercitata da una pompa a vibrazione che soffre di leggere fluttuazioni.

Generalmente, quando si vogliano ottenere 9 bar di pressione con una macchina a pompa vibratoria, bisogna settare la valvola OPV ad un valore poco più alto, vale a dire 10 bar.

In linea generale è difficile affermare quale delle 2 pompe elettriche eroga un espresso migliore: questione di punti di vista!

3.5.3 – Profilo di pressione dinamico

La maggior parte delle macchine per espresso a pompa sono progettate per erogare un certo livello di pressione che rimane costante per tutta la durata dell’estrazione.

È noto da tempo che le macchine da caffè espresso manuali producono i migliori espressi. Queste macchine esercitano una pressione oscillante durante l’intera fase di estrazione. Non sono stabili e non producono profili di pressione lineari. Per questo motivo sono in grado di esprimere un ampio spettro di aromi e mitigare le note più astringenti del caffè.

sistema profilo di pressioneL’avanzare della tecnologia, ha permesso negli ultimi anni di creare macchine che potessero replicare esattamente questo tipo di estrazione. A ciò si aggiunge il fatto che con le macchine manuali a leva è molto difficile riuscire ottenere un profilo identico ad ogni estrazione, di conseguenza il margine di errore è maggiore rispetto a queste moderne macchine.

Grazie ad un computer è possibile controllare con estrema precisione la variazione di potenza della pompa elettrica. In tale maniera la macchina può essere configurata a piacimento applicando un profilo di pressione personalizzato.

Il segreto delle macchine con profilo di pressione è quindi quello di non avere un modello di estrazione uniforme, ma al contrario dinamico, dove un profilo di pressione decrescente permette di ottenere un caffè di qualità superiore.

In un profilo a campana, ad esempio, nei primi 8 secondi la pompa potrebbe erogare circa 3 bar di pressione, questa fase è conosciuta come pre-infusione; negli istanti successivi si vanno a raggiungere i 9/11 bar, per poi scendere con la stessa gradualità della salita poco dopo la metà del tempo totale di estrazione.

Ovviamente non ci sono limiti alla sperimentazione. Per ogni miscela e monorigine di caffè si possono provare vari schemi di pressione. Un esempio di macchina che supporta la profilazione di pressione è l’italiana Lelit Bianca

Il calore e la pressione possono avere lo stesso effetto sull’estrazione dell’espresso. Così come la pressione, infatti, anche l’alta temperatura rende l’espresso più amaro e meno acido. Il calore eccessivo dell’acqua porta anche ad una diminuzione del delicato aroma floreale e fruttato. È stato scoperto, dopo varie prove, che l’utilizzo di un profilo di calore decrescente, aiuta ad ottenere uno spettro di aromi e sapori più ampio, dove l’amaro e l’acido si equilibrano. Per tale motivo esistono alcuni modelli (ad oggi ancora pochi) in grado di creare profili di temperatura con curva crescente o decrescente, più o meno come succede con le macchine a profilazione dinamica della pressione.

3.6 – Gruppo erogatore

gruppo erogatore della macchina espresso

Il gruppo di erogazione (o testa del gruppo) è il cuore della macchina da caffè, nonché elemento essenziale per la sua estrazione.

Situata nella parte frontale della macchinetta espresso, la testa del gruppo è un supporto metallico a cui si aggancia il portafiltro.

Il gruppo erogatore è l’ultimo passaggio che compie l’acqua prima di finire nel filtro ed uscire in tazza sotto forma di caffè liquido.

Quando è il momento di estrarre l’espresso, il gruppo emette l’acqua calda e pressurizzata attraverso una piastra di diffusione chiamata doccetta.

L’uniformità di questa dispersione d’acqua è la chiave per un gruppo di qualità, così come la temperatura mantenuta ad un livello costante.

Per stabilizzare la temperatura della testa del gruppo è buona pratica erogare a vuoto un pò di acqua calda. Per mantenere invece il calore all’interno, è consigliabile non lasciarla mai senza il portafiltro inserito tra un estrazione e l’altra.

Uno dei componenti più importanti del gruppo erogatore è la guarnizione del gruppo (o guarnizione sottocoppa). A forma di anello e realizzata in silicone, si inserisce in una scanalatura presente nella testa del gruppo. La guarnizione deve assicurare una perfetta tenuta ermetica tra il gruppo e il portafiltro. Se quest’ultimo perde acqua, significa che probabilmente è arrivato il momento di cambiare la guarnizione.

Nelle caffetterie e bar dove si preparano ogni giorno centinaia di espressi, si raccomanda che la guarnizione, la doccetta e il filtro, siano sostituiti ogni 3 mesi. Con le macchine da caffè espresso casalinghe, invece, basta controllare la condizione dei 3 componenti regolarmente e sostituirli solo quando si notano evidenti segni di usura.

Uno dei gruppi erogatori più celebrati della storia è l’E61, tuttora impiegato da molte macchine espresso di qualità. Brevettato nel 1961 dall’azienda italiana Faema, è un gruppo di testa particolarmente complesso dal punto di vista meccanico.

Uno dei suoi grandi pregi è l’eccezionale stabilità della temperatura: il calore infatti viene facilmente trattenuto all’interno della testa, grazie all’elevata massa termica e al flusso continuo di acqua calda che vi passa attraverso. La sua camera di pre-infusione, inoltre, permette all’acqua di infondersi delicatamente nel filtro, donando un’estrazione uniforme.

3.7 – Il portafiltro

Il portafiltro è uno dei componenti più importanti che possiamo trovare nelle macchine da caffè (esclusi gli apparecchi che non lo supportano come le macchine a capsule e le superautomatiche). Esso deve aderire perfettamente alla guarnizione del gruppo di testa, per evitare che ci siano perdite durante la percolazione del liquido.

Il caffè pressato fornisce la resistenza necessaria per ottenere 8-9 bar di pressione all’interno del portafiltro. Questa forza estrae i grassi dal caffè macinato, regalando un espresso ricco, bilanciato e con una bella crema emulsionata, ricca di proteine e oli del caffè.

Un portafiltro standard si compone di 3 elementi:

  • braccetto:
    il lungo manico che il barista impugna per estrarre ed inserire il portafiltro nel gruppo di testa. Il braccetto è comunemente rivestito in plastica o legno (più o meno pregiato a seconda dello stile e del prezzo della macchina), mentre il peso presenta valori medi compresi tra i 300 e i 500 grammi. Tali variabili determinano il feeling con lo strumento e giocano un ruolo molto importante nella scelta finale dell’utente.
  • filtro:
    conosciuto anche con il nome di cestello, ospita il caffè in polvere pressato. Il filtro è realizzato in metallo (tradizionalmente l’acciaio) e ha una circonferenza variabile, che può essere compresa tra i 49 mm e i 58 mm. Il fondo del cestello è costellato da tanti piccolissimi fori di forma conica, il cui diametro può variare da 0,25 a 0,40 mm. Essi fanno passare un flusso uniforme di acqua solamente al raggiungimento della corretta pressione. I cestelli possono avere diverse misure, per forma e profondità. I formati più diffusi sono il singolo da 7 g, per l’erogazione di un solo espresso, e il doppio da 14 g, comunemente utilizzato per preparare 2 caffè simultaneamente.
  • beccuccio:
    l’ugello da cui esce il caffè appena infuso. Esiste il portafiltro doppio con 2 beccucci e il portafiltro singolo con un solo beccuccio.
I portafiltri hanno caratteristiche uniche per design, filtro, dimensioni e schema di fori. Ciò significa che non esistono modelli universali: ognuno è compatibile con il gruppo erogatore della macchina di appartenenza. Spesso i produttori garantiscono la compatibilità di un portafiltro con tutti i modelli del gruppo. Idealmente i 58 mm di diametro sono considerati una dimensione standard, poiché è si tratta della misura più diffusa.
tipologie di portafiltro

Per riconoscere la differenza tra un portafiltro pressurizzato e uno non, basta osservare il rivestimento del fondo del cestello.

Esistono principalmente 2 stili di portafiltro:

  • Pressurizzati
  • Non pressurizzati
Il caffè fatto con il portafiltro pressurizzato è considerato qualitativamente inferiore rispetto all’espresso fatto con un portafiltro non pressurizzato. Il primo è molto diffuso perché è progettato per compensare la mancanza di una corretta macinatura dell’espresso ed è inoltre più facile da usare.
3.7.1 – Portafiltro non pressurizzato

Per esaltare corposità e pienezza, un buon espresso ha bisogno di emulsionare gli oli e liberare gli aromi più sottili durante l’estrazione. Tale finalità può essere raggiunta attraverso un portafiltro non pressurizzato e una macinatura fine.

I portafiltri non pressurizzati sono solitamente più grandi (58 mm) e realizzati in ottone. Questo accorgimento dona la solidità necessaria per avere una temperatura stabile, fattore decisivo per ottenere il miglior espresso.

Tuttavia, questo design richiede una macinatura e una pressatura molto precise. Tale requisito rende il portafiltro non pressurizzato lo strumento più difficile da utilizzare, dato che nella pratica può essere sfruttato solo dagli utenti dotati di buona tecnica e con una discreta esperienza.

3.7.2 – Portafiltro pressurizzato

I portafiltro pressurizzati contengono una piccola valvola interna e uno speciale filtro a doppio rivestimento che non fa uscire l’acqua fino a quando non viene raggiunta la giusta quantità di pressione.

Ciò permette di compensare una macinatura imperfetta o una pressatura irregolare, cosa che rende questo modello una buona opzione per le persone che non sanno utilizzare un macinacaffè o che non compattano correttamente il caffè in polvere.

Con i portafiltro pressurizzati la macinatura deve essere più grossolana, altrimenti bloccherebbe il meccanismo del filtro e non permetterebbe alla pressione dell’acqua di accumularsi e aprire la valvola.

Dopo che l’acqua passa attraverso il primo filtro (estraendo gli aromi del caffè macinato), entra nella seconda zona (quella tra il primo e il secondo rivestimento) dove la pressione della macchina si accumula e il caffè viene spinto attraverso un piccolo foro (a volte i fori sono 2).

Generalmente l’espresso che si ottiene con il portafiltro pressurizzato ha un corpo medio con una schiuma piuttosto solida e ariosa.
3.7.3 – Portafiltro Naked
portafiltro senza fondo

I portafiltri nudi producono più crema rispetto alle tipologie con beccuccio.

Se un portafiltro non ha il beccuccio è considerato un portafiltro naked (in italiano senza fondo o nudo).

Questa tipologia è considerata un ottimo modo per affinare la propria tecnica; difatti, è possibile vedere realmente come il caffè gocciola dentro alla tazza.

Idealmente, l’espresso dovrebbe iniziare a gocciolare dai bordi esterni e formare un flusso che scende verso il centro. Tuttavia, se si complica una qualsiasi delle variabili, come la grossezza della macinatura, la dose o l’uniformità della pressatura, si otterranno flussi irregolari, con il caffè che uscirà a spruzzi e in varie direzioni. Per questo motivo, la maggior parte delle persone evitano di usarli.

3.7.4 – Portafiltro per cialda

Un portafiltro per cialde è un modello facilmente riconoscibile per la sua particolare forma schiacciata. Esso può ospitare una cialda monodose (tipicamente una E.S.E), grazie al basso cestello, che per dimensioni e forma ricorda il filtro singolo da 7 g.

Questa tipologia in realtà non è molto diffusa, dato che nella maggior parte dei casi, la macchina a cialde è dotata di un cassetto portafiltro (quindi senza braccetto) già incorporato nell’apparecchio.
Alcune macchine, come le semi-automatiche, possono includere dei kit adattatori per cialde (acquistabili anche separatamente) che permettono di sostituire al filtro standard il sottile cestello per cialde e un disco in gomma da inserire nel portafiltro per compensare lo spessore mancante.

3.8 – Erogazione del vapore

montare il latte con la lancia vapore

Un utilizzatore medio è in grado di ottenere una schiuma decente con la maggior parte delle macchine espresso, anche se con alcuni modelli il compito è assai facilitato.

Le macchine da caffè non nascono solo per erogare acqua calda pressurizzata. La maggior parte degli apparecchi professionali e semi-professionali sono capaci infatti di produrre anche vapore.

Tali vaporizzatori nascono con l’obiettivo di lavorare il latte e realizzare una perfetta schiuma; quest’ultima è la base per le bevande più popolari come il caffellatte, il cappuccino o il latte macchiato.

In accordo con il tipo di caldaia installata nella macchina, la gestione dell’erogazione del vapore varia:

  • caldaia singola:
    in virtù del loro piccolo volume, queste caldaie possono produrre solo quantità di vapore limitate, poiché la pressione esercitata è di bassa intensità. La caldaia singola non è adatta per chi deve montare tanto latte in rapida successione, a causa del tempo di recupero richiesto. Per via della discrepanza di temperatura, inoltre, non è possibile erogare il caffè e il vapore nello stesso istante.
  • doppia caldaia:
    con una caldaia dedicata alla sola erogazione del vapore, è possibile montare il latte mentre si prepara un caffè. Nonostante ciò, per raggiungere la temperatura necessaria alla vaporizzazione, potrebbero volerci diversi minuti, dato che per riscaldare 2 caldaie la macchina ha bisogno di maggiore potenza.
  • scambiatore di calore:
    questo sistema presenta diversi vantaggi, come il caffè e il vapore che possono essere erogati contemporaneamente e l’acqua che impiega pochissimo tempo per riscaldarsi.
  • thermoblock:
    grazie a questi sistemi la temperatura dell’acqua si riscalda molto rapidamente, rendendo brevi i tempi di attesa per l’erogazione del vapore. Purtroppo però esiste un aspetto negativo, poiché non trattandosi di una vera caldaia, la pressione del vapore sarà limitata e solo piccole quantità d’acqua verranno volta per volta riscaldate.

Generalmente la dimensione della caldaia determina la potenza e la durata del getto di vapore: più è grande e più forte e duraturo sarà il flusso di pressione. Tale situazione si verifica con le macchine a scambiatore di calore, che hanno una caldaia di volume superiore, dove si forma una grande quantità di vapore.

Una pressione extra produce un vapore più secco, che esce con più forza; in questo modo il latte ingloba meno aria e poiché si scalda rapidamente regala una schiuma soffice, con bolle piccole.

Un eccessiva forza del vapore non sempre aiuta a montare correttamente il latte all’interno del bricco, ciò infatti necessita una maggior esperienza e capacità di controllo.

Amate esercitarvi con la latte art? O volete semplicemente che il latte sia montato in automatico e versato direttamente in tazza insieme al caffè?

Se vi ritrovate nel primo caso, allora è necessario acquistare una macchina del caffè dotata di una lancia a vapore manuale o di un pannarello.

Se invece amate la comodità, una macchina con cappuccinatore può essere la scelta giusta per voi.

3.8.1 – Manometro del vapore
macchina caffè con manometro

La maggior parte delle macchine da caffè domestiche è sprovvista del manometro per leggere la pressione del vapore, mentre è presente in quasi tutte le macchine professionali da bar.

Le macchine con manometro aiutano a vedere l’esatta pressione del vapore all’interno della caldaia. In questo modo il barista può assicurarsi di iniziare a vaporizzare al picco del ciclo e sapere esattamente quando la caldaia inizia a perdere pressione.

La maggior parte delle macchine ha una pressione standard della caldaia fissata a 1 bar, un valore che può essere aumentato fino a 1,4 bar.

Di solito le macchine che hanno un manometro per il vapore, hanno anche un pressostato che permette di regolare tale pressione.

3.8.2 – Lancia vapore

La lancia vapore è un piccolo tubo di metallo solido che solitamente si trova sul lato destra della macchina, accanto al gruppo erogatore. Essa è collegata internamente alla caldaia attraverso un lungo tubo articolato, in cui transita il flusso di vapore.

Le lance vapore delle macchine semiprofessionali non sono tutte uguali, esistono infatti alcune caratteristiche che è necessario conoscere per scegliere la tipologia più adatta alle proprie necessità:

  • materiale:
    le lance possono essere realizzate in varie leghe di metallo; la versione da preferire è quella in acciaio inox.
  • ergonomia e dimensioni:
    questi 2 parametri influenzano il modo in cui l’utente può interagire con l’ugello a vapore durante la montatura. È importante considerare l’angolazione della lancia e quanto spazio rimane per inserire la brocca. Una lancia può avere una lunghezza dai 5 ai 15 cm, maggiore è questo valore e più agevole sarà montare il latte all’interno dei bricchi più grandi.
  • regolazione:
    generalmente le lance possono essere regolate in 3 maniere diverse. Esistono le lance oscillanti, che si spostano semplicemente da un lato all’altro. Le lance rotanti, che sono in grado di girare su se stesse, ma non hanno alcuna componente di movimento verticale. Le lance articolate, che oscillano e ruotano, rendendo questo stile il più facile da utilizzare.
    Non tutte le lance sono facilmente reclinabili e a volte formare un angolo gradito risulta una vera impresa. Le migliori lance sono quelle che permettono una rotazione di 360° e un inclinazione tra 0 e 90°.
  • punta:
    all’estremità della lancia vi è una piccola punta in metallo che all’occorrenza può essere svitata e sostituita con un modello differente. La sua forma influisce sull’intensità della pressione.
  • fori:
    da essi fuoriesce il vapore; sono localizzati sulla punta della lancia e possono avere differenti posizioni, angolazioni e dimensioni. Il numero dei fori varia da modello a modello, non esiste una regola, si può passare da un minimo di 1 ad un massimo di 5. Fori più grandi o più numerosi permettono al vapore pressurizzato di uscire dalla lancia più velocemente, mentre pochi o piccoli fori possono limitare la quantità di vapore in uscita, aiutando la macchina a mantenere la pressione più a lungo. Secondo gli esperti una lancia con numerosi fori decentrati e di piccolo diametro influisce sulla facilità di creare una schiuma densa e persistente.
  • isolamento termico:
    le lance in metallo si scaldano velocemente, per tale motivo alcuni modelli sono avvolti da coperture in gomma di silicone che evitano possibili bruciature accidentali. Altre lance hanno un tubo isolante interno o utilizzano materiali come il Pek o il Teflon, che non si surriscaldano e mantengono la superficie fredda al tatto.
Le macchine professionali hanno sempre una leva o una manopola per regolare la potenza del flusso del vapore della lancia, mentre non tutte le macchine ad uso domestico lo prevedono.
Quando il latte viene vaporizzato con una normale lancia a vapore, l’ugello deve essere posizionato appena sotto la superficie del latte. Quando il posizionamento è corretto, il vapore aspira una parte dell’aria circostante. In questo modo si forma un mix di vapore ed aria che si mescola al latte. Ciò produce piccole bolle che sono le responsabili della schiuma. Affinché tutto questo accada, l’ugello deve essere posizionato con precisione e il vapore deve avere una pressione abbastanza alta.
3.8.3 – Pannarello
che cos'è il pannarello?

Il pannarello ha come obiettivo la semplificazione della montatura del latte.

Il pannarello nasce principalmente per 2 motivi: in primo luogo, per aiutare quegli utenti che non hanno l’esperienza e la competenza per montare correttamente il latte con una lancia vapore tradizionale, e in secondo luogo, compensano la potenza minore del getto di vapore nelle macchine da caffè domestiche, che hanno una caldaia di piccole dimensioni.

Il pannarello presenta un tubo aggiuntivo, che scivola lungo la lancia e la ricopre come se fosse una guaina.

Tale accessorio viene utilizzato da anni su macchine semi-professionali, come le Gaggia e le Saeco, poiché aiuta gli utenti che non hanno ancora sviluppato una buona tecnica, ad ottenere una schiuma perfetta come al bar.

Lo scopo principale del pannarello è quindi quello di aiutare a dirigere il flusso di vapore ed aerare correttamente il latte.

Utilizzare il pannarello non significa rinunciare completamente all’apprendimento della corretta tecnica di montatura del latte. Esso, infatti, richiede un approccio diverso da quello tradizionale, a causa del suo sistema di iniezione ad aria. Essendo il pannarello più intuitivo e semplice da impiegare, può venire utile a tutte quelle persone che per la prima volta si affacciano al mondo della latte art. Noi lo riteniamo un ottimo strumento per allenarsi e prendere confidenza con la tecnica di base.

Esistono pannarelli di vari materiali, come la plastica o il metallo. Tutti hanno un piccolo foro o scanalatura localizzata nella parte superiore della lancia. Tale accorgimento costruttivo permette a questo strumento di aspirare l’aria e mescolarla con la pressione del vapore; in questo modo si viene a creare con facilità quella schiuma consistente dalle bolle fini, che solo una tecnica perfetta, abbinata ad una lancia professionale, sono in grado di regalare. In questo modo l’utente non deve più preoccuparsi del posizionamento preciso della lancia e della bassa pressione del vapore.

Mentre per continuare a scaldare il latte, senza creare ulteriore schiuma, basta immergere completamente il piccolo foro.

Un pannarello può essere acquistato anche separatamente ed applicato successivamente ad una lancia compatibile.

Le macchine del caffè che oggi supportano il pannarello sono in continua ascesa. In questa lista abbiamo raccolto alcuni dei modelli più interessanti:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 27/03/2021 20:27

Esiste anche una tipologia di pannarello automatico che monta il latte direttamente in tazza. Esso è posizionato al centro del gruppo erogatore e può essere regolato in altezza, fino ad abbassarsi sul fondo della tazza. Una volta premuto il pulsante, il vapore viene erogato, creando automaticamente la schiuma.

Le macchine che applicano questo sistema sono le Krups e le Siemens:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 27/03/2021 20:27
3.8.4 – Cappuccinatore

cappuccinatoreIl cappuccinatore è un sistema di montatura del latte automatico che non richiede alcuna assistenza da parte dell’utente.

Esso funziona grazie ad un sistema a turbina in cui viene iniettato del vapore. Grazie alla forza della pressione, la turbina gira e crea un differenziale di pressione che risucchia il latte attraverso un tubo o un canale.

Come succede per il pannarello, anche nei cappuccinatori vi è un piccolo foro che ha lo scopo di far entrare aria nella turbina. La combinazione dei 3 elementi (latte aria e vapore) all’interno del sistema, aiuta a produrre la schiuma desiderata.

Il cappuccinatore è comunemente presente nelle macchine superautomatiche, che permettono di preparare qualsiasi specialità a base di latte con la semplice pressione di un pulsante.

Esistono principalmente 2 tipi di cappuccinatori:

  • con caraffa incorporata:
    il latte viene prelevato automaticamente attraverso un tubo e fatto passare per il cappuccinatore integrato nella parte superiore della caraffa. Qui avviene il rapido processo di montatura, che versa la schiuma direttamente nella tazza attraverso l’ugello dedicato.
  • con tubo:
    un tubo flessibile collega un serbatoio esterno pieno di latte al cappuccinatore incluso nel gruppo erogatore. In alcuni casi il tubo può essere inserito direttamente nel cartone del latte. Una volta scelta la bevanda preferita, la macchina inizierà a montare la schiuma versandola direttamente in tazza. Quest’ultima viene erogata dallo stesso ugello da cui poi uscirà il caffè.
Le bolle prodotte da un cappuccinatore sono generalmente più grandi rispetto ad un metodo di montatura con lancia. Per ovviare a questo problema alcuni cappuccinatori hanno una presa d’aria regolabile che permette di far entrare più o meno aria nella turbina, modulando così la densità della schiuma prodotta.

3.9 – Funzionalità

Al giorno d’oggi sono molte le macchine da caffè che adottato funzioni intelligenti per semplificare le operazioni manuali del barista.

La macchina superautomatica è leader in questa speciale classifica. Tali apparecchi, infatti, offrono display LCD e modalità one touch, grazie ai quali l’utente può selezionare la bevanda preferita con un click (così come succede con le macchinette automatiche). Cappuccino, latte macchiato e perfino cioccolata calda possono essere erogate automaticamente senza alcuna supervisione.

Una funzione molto apprezzata è l’erogazione programmata. Questa caratteristica è presente su una vasta gamma di macchine automatiche e superautomatiche, che dispongono di un timer programmabile. A chi non piacerebbe iniziare la giornata trovando una bella tazza di caffè fumante in cucina? Impostando l’orario desiderato è possibile svegliarsi ogni mattina e bere la propria bevanda preferita senza dover preoccuparsi di azionare l’apparecchio.

Una funzionalità che contribuisce positivamente al tema del risparmio energetico è l’autospegnimento. Le macchine che lo supportano vengono disattivate automaticamente in caso di inutilizzo prolungato. Alcuni modelli permettono anche di personalizzare questo tempo. A volte le stesse macchine sono provviste del stop & go, il quale non è altro che un normale tasto per interrompere manualmente l’erogazione del caffè.

A parte le macchine da caffè manuali e semi-automatiche, quasi la totalità degli apparecchi semi-professionali è dotata della comoda funzione di erogazione automatica: alcuni modelli sono in grado di estrarre una quantità di caffè sempre costante, grazie al contatore volumetrico; mentre le macchine che non l’ho supportano, preparano l’espresso variando il tempo di erogazione. Tra le 2 tipologie, l’erogazione a volume fisso è la preferibile, dato che è l’unica funzione che permette di adattare con facilità e metodologia il tipo di macinazione (a parità di dose, infatti, tale variabile determina il volume e la qualità dell’espresso erogato).

Altre funzionalità utili sono le spie luminose, che indicano generalmente il raggiungimento della temperatura per l’erogazione del caffè o del vapore, oppure l’esaurimento dell’acqua nel serbatoio.
3.9.1 – Le applicazioni smart

Le macchine da caffè di ultima generazione possono essere collegate al Bluetooth o al Wi-Fi per sfruttare le applicazioni mobile dedicate.

Tra le funzionalità smart più diffuse segnaliamo le notifiche da telefono che informano l’utente sulle operazioni di manutenzione da effettuare, come aggiungere acqua nel serbatoio, effettuare le operazioni di decalcificazione o svuotare il cassetto raccogli capsule.

Le migliori app permettono di preparare il caffè premendo un tasto e personalizzando parametri come la temperatura, la pressione e la lunghezza della bevanda. Altre invece danno accesso a ricette personalizzabili a base di caffè, dove l’utente può dare sfogo alla propria fantasia.

Alcune app permettono di ordinare capsule e cialde direttamente dall’applicazione mobile.

I modelli più evoluti funzionano perfino con il riconoscimento vocale di Amazon Alexa e Google Assistant.

3.10 – Accessori

Fare l’espresso a casa può essere una grande sfida. Ci sono molte variabili da gestire e diverse attrezzature che necessitano esperienza per poterle sfruttare al meglio.

Fortunatamente alcune macchine vengono vendute con una configurazione completa di accessori che facilitano il compito sia del barista esperto che dell’utente in erba.

Gli accessori sono strumenti che generalmente possono essere acquistati separatamente, poiché possono adattarsi alla maggior parte dei modelli. Alcuni di essi non sono realmente necessari, mentre altri possono aiutarvi a tirar fuori il meglio dalla vostra macchina del caffè.

3.10.1 – Pressino

Il pressino, o tamper in inglese, è un semplice strumento utilizzato per comprimere il caffè finemente macinato all’interno del filtro.

tamper espresso

La pressatura del caffè richiede tempo per essere padroneggiata, ma l’utilizzo di un ottimo pressino accelererà questo processo.

Per scegliere il giusto tamper, bisogna tenere a mente le seguenti specifiche:

  • Dimensione:
    le dimensioni del pressino variano dai 48 mm ai 58 mm. Tale misura deve coincidere con la dimensione del filtro che la macchina del caffè utilizza. La maggior parte dei filtri supportano lo standard 58 mm.
  • Peso:
    il giusto bilanciamento di peso è importante per riuscire ad applicare un eccellente pressione. Un buon pressino dovrebbe avere un baricentro basso e pesare tra gli 0,4 e gli 0,9 kg. L’obiettivo è quello di applicare circa 13-18 kg di pressione, e questo è molto più facile da raggiungere con un pressino più pesante.
  • Materiale:
    vanno evitati i pressini di plastica (generalmente inclusi con le macchine espresso domestiche) poiché troppo leggeri e fragili. Meglio dare la precedenza ai metalli, come l’alluminio, l’ottone o il più pesante e resistente acciaio inox. Il manico può essere realizzato con un materiale differente rispetto alla base, come il legno naturale, la gomma di silicone o l’acciaio.
In casa succede spesso che al posto del pressino si utilizzi un piccolo bicchiere per pressare la polvere. Questo in parte funziona, ma non è veramente una pratica che consigliamo a coloro che vogliono preparare un espresso a regola d’arte. È inutile dire che sconsigliamo anche di utilizzare i pressini che sono attaccati ad alcuni macina grani e macchine del caffè; questo perché il macinato va sempre pressato dall’alto verso il basso.

Ecco alcuni dei migliori pressini selezionati da noi e acquistabili online:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 01/04/2021 22:12
3.10.1.1 – La base

Secondo gli esperti la base del pressino può determinare (parzialmente) il tipo di estrazione e il gusto del caffè.

Comunemente sul mercato possiamo incontrare 3 diverse tipologie di base:

  • Superficie piatta:
    la base più usata, un classico per i tamper reperibili in commercio.
  • Superficie convessa:
    come suggerisce il nome, la base è leggermente arrotondata, come si vede dalla piccola collinetta che forma. Una base convessa spinge il caffè leggermente ai lati del filtro, creando un piccolo bordo rialzato. Tale accorgimento evita che il flusso dell’acqua privilegi il passaggio attraverso i bordi del filtro.
  • Superficie concentrico:
    la superficie della base presenta delle scanalature concentriche, più o meno marcate, che partono dal centro fino ad estendersi nei bordi.

Alcuni tamper permettono di sostituire e intercambiare la base, mantenendo l’impugnatura originale. La maggior parte dei modelli invece sono fusi in un blocco unico e pertanto sarà necessario acquistare più pressini nel caso l’utente o il barista volesse adattare una diversa tipologia di pressatura ad una particolare miscela di caffè.

Alcuni professionisti del caffè sostengono che una base lavorata permette di ottenere un estrazione più uniforme, prevenendo il fenomeno della canalizzazione. Le scanalature, ad esempio, sarebbero in grado di indirizzare il flusso dell’acqua.

Da alcuni test si evidenzia come le basi concentriche con solchi sottili permettono di ottenere un espresso di grande corpo e crema, mentre le rigature più spesse regalano una maggiore acidità (specialmente con le miscele di robusta). Nel quadro di questo ragionamento molti baristi si divertono a sperimentare pressature con basi differenti, a seconda della qualità e della tostatura del caffè.
3.10.1.2 – Pressino dinamometrico

Pochi sono i baristi esperti in grado di applicare una pressione costante quando utilizzano il tamper. L’utente medio che non possiede tale tecnica, è incapace di pressare il caffè ogni volta con la stessa intensità, per questo motivo l’espresso varierà per sapore e consistenza dopo ogni estrazione.

Per risolvere questo problema è stato inventato uno speciale tamper, che si riconosce facilmente dall’impugnatura separata dalla base, stiamo parlando del pressino dinamometrico. Il suo funzionamento è semplicissimo: quando viene esercitata una pressione sufficiente, il manico e la base si toccano, in questo modo l’utente sa sempre quanta pressione sta esercitando.

La maggioranza dei pressini dinamometrici hanno un valore di pressione preimpostato, che si aggira attorno ai 15 kg. Alcuni modelli permettono anche una regolazione manuale della pressione, agendo su una manopola.

Di seguito vi mostriamo alcuni modelli acquistabili sul sito del nostro partner Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 01/04/2021 13:04

I pressini calibrati sono perfetti per i baristi principianti o per i professionisti che vogliono essere sicuri al 100% di aver applicato la pressione corretta.

3.10.1.3 – Tappetino
tappetino pressatura

I tappetini per pressino hanno di solito uno spazio per tenere il tamper in posizione.

Un tappetino per pressino (o tamper mat in inglese) è un must per qualsiasi appassionato di caffè espresso.

Questo accessorio viene utilizzato per bilanciare il portafiltro mentre si pressa il macinato ed è anche il posto ideale per ospitare il tamper.

I tappetini in gomma di silicone proteggono sia il piano di lavoro che il beccuccio del portafiltro espresso.

Esistono anche tappetini che ai agganciano al tavolo e non si muovono quando si pressa.

3.10.2 – Livellatore

Uno degli accessori più controversi degli ultimi anni è sicuramente il livellatore (conosciuto anche come OCD Ona Coffee Distributor): uno strumento che aiuta la distribuzione omogenea del caffè macinato all’interno del filtro.

Inventato dall’ex campione del mondo, Sasa Sestic nel 2012 e prodotto per la prima volta nel 2015, l’OCD è un disco in acciaio, formato da 2 parti: una base e un disco superiore. Quest’ultimo agisce come un blocco, che quando viene girato in senso antiorario permette alla base sottostante di essere regolata più in alto o più in basso, in modo da adattarsi perfettamente alla dose di macinato all’interno del filtro.

Di seguito vi proponiamo una lista di alcuni livellatori acquistabili sul sito del nostro partner Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 02/04/2021 20:25

La particolare forma della base ha un rivestimento tale da ridurre l’elettricità statica e distribuire uniformemente il caffè con la sola rotazione del disco.

Alcuni modelli, invece che una, hanno 2 basi, vale a dire che sull’altro lato si aggiungerà una faccia piatta, che permette con lo stesso strumento di pressare il macinato.

Tale procedura andrebbe effettuata prima della classica pressatura con il tamper; difatti, gli strumenti di distribuzione non devono pressare il caffè, ma solo cospargerlo nella maniera più uniforme possibile.

Il livellatore può rendere un lavoro complesso come quello della distribuzione facile e coerente. L’esistenza di tale accessorio rafforza l’idea che la distribuzione è importante per un’estrazione di alta qualità.

La distribuzione è necessaria perché all’interno del cestello si tenderà ad avere sempre una sezione con una maggiore densità di macinato. Ciò fa sì che l’acqua segua il percorso di minor resistenza, causando il noto fenomeno della canalizzazione.

Esistono diverse scuole di pensiero. Quella italiana tradizionale, ad esempio, predilige la distribuzione manuale. Ci si può aiutare con le dita, effettuando una rotazione per distribuire lo strato superiore del macinato, oppure dando dei colpetti sul fondo o ai lati del portafiltro. Altri preferiscono aiutarsi con una superficie piatta e rigida come può essere un pezzo di plastica o una carta da gioco.

3.10.3 – Pennello

La pulizia dei filtri del gruppo erogatore e del macinacaffè è importante tanto quanto il loro utilizzo. Esistono spazzole specifiche per forma e tipo di setola, per la pulizia di ognuno di questi componenti.

Tali spazzole pulenti sono progettate per strofinare punti specifici, dove mani e dita non possono arrivare, inoltre, sono perfette per pulire la macchina quando è ancora calda.

Poche sono le macchine che includono questo tipo di accessorio, pertanto è consigliato acquistarlo separatamente su Amazon o in uno dei tanti negozi specializzati. Un articolo interessante che vi consigliamo è questo kit completo con 4 tipi di spazzole.

3.10.4 – Macinacaffè
il macinacaffè

Macinare i chicchi di caffè in casa è uno dei tanti modi per valorizzare la qualità del prodotto e bere una buona tazza di espresso.

Scegliere il giusto macinino da caffè è fondamentale per ottenere il massimo dalla vostra tazza quotidiana di caffè.

L’obiettivo è quello di assicurare ad ogni dose, un macinato di caffè costante ed accurato, per dimensioni e qualità.

Prima di investire in un macinacaffè, è bene esaminare tutti i pro e contro di ogni tipologia.

Esistono principalmente 3 categorie di macinacaffè: manuale, con lame e con macine (quest’ultima tipologia è quella che ritroviamo nelle macchine da caffè che integrano il macinino).

A seconda dell’azienda e della tipologia di macinacaffè si ottiene un sistema differente di regolazione della granulometria.

I modelli più avanzati hanno un display che permette di analizzare dati come l’umidità e la temperatura all’interno della campana contenente i chicchi di caffè.

Se si possiede una macchina del caffè superautomatica, è sempre incluso un macinacaffè della tipologia a macine.
3.10.4.1 – Macinacaffè manuale

Anche se la maggior parte dei moderni macinacaffè sono alimentati elettricamente, sul mercato esistono ancora i macinini tradizionali, vale a dire quelli manuali.

Questi tipi di macinacaffè funzionano tramite una manovella che l’operatore deve girare con la forza del braccio. I chicchi di caffè vengono ruotati e frantumati attorno a 2 macine dentate. La maggior parte dei macinacaffè manuali permette di variare il grado di macinazione, aumentando o diminuendo la distanza tra le 2 macine.

La dimensione delle polveri di caffè è dettata dal tempo di macinazione.

Ci sono una serie di vantaggi nel possedere un macinino manuale. In primo luogo non si ha bisogno di una fonte di alimentazione, quindi si può usarlo ovunque, anche all’aperto o quando si è in viaggio. Questi modelli sono anche molto silenziosi da usare e spesso relativamente poco costosi da acquistare.

I macinini manuali appaiono spesso anche come i più attraenti dal punto di vista estetico, rispetto alle controparti elettriche, specialmente quelli dal design vintage. In questa lista abbiamo raccolto qualche esempio:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/04/2021 16:41
3.10.4.2 – Macinacaffè con lame

Questa modello è generalmente il tipo più economico di macinacaffè. Funziona grazie ad una lama a elica (solitamente in acciaio inox), che ruota velocemente frantumando i chicchi in maniera irregolare e multiforme.

La dimensione del caffè in polvere dipende dal tempo di macinazione. Ciò rende il macinacaffè con lame meno preciso rispetto ad altre tipologie, poiché possono risultare polveri non uniformi, che regalano una qualità della bevanda meno consistente.

Il calore generato dalle lame in rapida rotazione può anche influenzare il gusto (ne abbiamo parlato qui).

Queste macchine sono anche relativamente rumorose, se confrontate con quelle a macina e manuali.

Se si vuole un macinacaffè semplice ad un costo basso, che faccia il proprio lavoro e occupi poco spazio, questo tipo di macinino saprà soddisfare la maggior parte degli utenti.

In questa lista vi proponiamo alcuni dei migliori modelli acquistabili su Amazon:

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/04/2021 16:53
3.10.4.3 – Macinacaffè a macine

Questa tipologia di macinacaffè funziona grazie ad una coppia di macine, dove una è collegata all’albero motore, il quale le imprime una rotazione continua, e l’altra, connessa ad una ghiera filettata, che consente la regolazione della distanza tra i 2 dischi; in questo modo è possibile adattare facilmente il grado di macinatura ai propri gusti, al tipo di caffè e alla macchina che si utilizza.

Prima di acquistare questa tipologia di macinacaffè, è importante verificare che le macine siano state progettate e studiate specificatamente per il metodo espresso.

In alcuni modelli la regolazione è di tipo elettronico, in questo modo può essere facile e intuitiva, grazie ai pulsanti e al display.

Un’alternativa altrettanto interessante riguarda la regolazione micrometrica, vale a dire un sistema che permette di selezionare delle misure estremamente precise, nell’ordine di 0,01 mm.

Il materiale con cui sono costruite le macine è un elemento da valutare molto attentamente, sia se acquistiamo il macinacaffè come accessorio, sia quando scegliamo una macchina caffè con macinatore. I materiali più comuni sono l’acciaio (il più diffuso), la ceramica (non si surriscalda) e il titanio (il più costoso e resistente).

Il macinacaffè può avere 2 tipi di macine:

  • macina conica:
    appartenente alla più costosa delle categorie, questo macinacaffè è dotato di 2 macine diverse per forma e grandezza (a differenza delle piane che invece sono uguali). Quella inferiore è dotata di bordi in rilievo che si avvolgono a spirale verso l’alto, formando un cono; essa è collegata all’albero motore e si frappone alla macina dentata fissa posta nella parte superiore. Quando i chicchi scendono all’interno della camera di macinazione, rimangono intrappolati tra il filetto superiore e quello inferiore; in tale posizione, per effetto della rotazione, i chicchi vengono frantumati. Tali macine permettono di lavorare ad una velocità più lenta (300-400 giri al minuto), producendo così meno calore e rumore rispetto alle altre tipologie. Una macina conica è più facile da pulire e di conseguenza vi sarà un minor scarto di polveri. Le macine coniche producono un caffè macinato con distribuzione bimodale, vale a dire una composizione di particelle grossolane e fini (qui abbiamo parlato dei suoi vantaggi).
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/04/2021 16:47
  • macina piana:
    sono la tipologia meno costosa, tuttavia, hanno alcuni svantaggi rispetto alle macine coniche. Il primo è che possono essere rumorose, a causa della velocità di rotazione (tra gli 800 e i 1400 giri). Il secondo riguarda invece l’uso prolungato che può causare un surriscaldamento delle macine e delle polveri. Per ovviare a questo problema è preferibile scegliere una macina di grande diametro, che ruota ad una velocità minore. Il terzo riguarda invece il modo in cui il macinato viene espulso; la forza centrifuga spinge infatti le polveri verso i lati delle macine, dove rimangono parzialmente intrappolate. Tale fenomeno potrebbe (a seconda di quanto regolarmente si pulisce la macchina) contaminare altre dosi e rovinare in parte il sapore del caffè. La macina piana produce una polvere con particelle più uniformi rispetto ad una conica.
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il: 05/04/2021 16:06
Una buona regola è quella di prediligere le macchine con le macine di grandi dimensioni, poiché maggiore è il diametro e minore sarà il calore trasmesso alla polvere di caffè.
3.10.4.4 – Macinacaffè con dosatore

Questa tipologia di macinacaffè integra 2 importanti e delicate funzioni: la macinatura e la dosatura.

Esistono principalmente 2 tipi di macinacaffè con dosatore:

  • con dosatore volumetrico:
    questo macinino è specificamente progettato per raccogliere il caffè polverizzato in una camera di contenimento. Tale contenitore (chiamato dosatore) permette all’utente di misurare volumetricamente il macinato. Questa modalità di dosatura è piuttosto efficace, ma non precisissima, in quanto la dose varia a seconda della quantità di macinato presente nel contenitore. Il dosatore è comunemente diviso in 6 cavità di forma triangolare (per questo motivo è conosciuto anche con il nome di stella), dove vi si depositano le polveri di caffè dopo la macinatura; ognuna di esse rappresenta una dose (generalmente di 7 g). Azionando una leva, si attiva il meccanismo che fa girare in senso orario le piastre che separano le sezioni contenenti le dosi; ad ogni rotazione una nuova sezione si muove sopra lo scivolo dell’erogatore e consegna una quantità pre-misurata di caffè macinato direttamente nel cestello del filtro. Se la dose non è corretta, in alcuni casi è possibile variarla, regolando la dimensione dei singoli scompartimenti che compongono la stella.
  • con dosatore on demand:
    dalla campana al portafiltro, questa tipologia è in grado di erogare su richiesta la dose necessaria per l’erogazione dell’espresso. A differenza dei macinacaffè con dosatore volumetrico, negli on demand le dosi vengono regolate secondo il tempo di macinatura. Per fare ciò bisognerà pesare inizialmente le dosi con una bilancia e conseguentemente aggiustare i secondi e la granulometria. Pochi invece sono i modelli che permettono di settare una dose in base alla grammatura. Uno dei vantaggi del dosatore on demand è quello di poter selezionare distintamente la dose doppia e la dose singola, con l’utente che avrà la facoltà di personalizzarle.

La differenza sostanziale tra le 2 tipologie è che la macchina con dosatore volumetrico macina il caffè preliminarmente, ciò comporta una notevole dispersione di gas (come l’anidride carbonica) e aromi volatili. Il macinacaffè on demand, dal canto suo, permette di ottenere sempre caffè fresco appena macinato, valore aggiunto soprattutto nel caso si utilizzi una miscela pregiata.

Il dosatore volumetrico inoltre richiede una particolare cura e pulizia, dato che il macinato tende ad attaccarsi alle sue pareti e a rimanere incastrato nelle cavità; ciò può causare la temuta ossidazione degli oli e il classico sentore da rancido che purtroppo si va a mescolare con le polveri appena macinate.

Un altro problema riguarda la precisione della grammatura di ciascuna dose erogata. Il dosatore volumetrico per funzionare correttamente necessità di essere riempito almeno della metà e nonostante ciò, lo scarto di errore risulta comunque rilevante. Il dosatore on demand è invece il sistema più preciso per erogare una dose di caffè macinato, a patto che si effettuino dei controlli regolari sul peso.

Uno dei vantaggi del dosatore volumetrico è quello di fornire rapidamente un dosaggio pre-misurato, fattore determinante negli ambienti dove è richiesta un certa rapidità per via dell’alto volume di lavoro (come nei bar, ad esempio). In tutti gli altri casi il dosatore on demand è sicuramente l’opzione migliore, specialmente per coloro che a casa utilizzano una macchina semi-automatica.

La maggior parte dei modelli sono dotati di un supporto che permette di agganciare il portafiltro, il quale spesso attiva automaticamente l’erogazione del caffè, grazie ad un sensore o ad un pulsante nascosto.

Di seguito vi mostriamo alcuni dei modelli più interessanti che potete acquistare su Amazon: